Stefano Bulleri ci racconta SolidWorks e il progetto SolidFacile

Diamo la parola a Stefano Bulleri, che si occupa di formazione relativamente al software SolidWorks, parametrico e impiegato nella meccanica e non solo.
Ci parlerà del progetto di e-learning “SolidFacile”

Logo-SolidFacile

Ciao Stefano, innanzitutto le presentazioni: età, provenienza, formazione, professione, interessi….

Stefano Bulleri, nato il 14/08/1978 a Pietrasanta Lucca, residente a Pistoia, Via Marconi n. 30.
Professione: impiegato tecnico/commerciale presso ISD enginnering, impiegato tecnico Ippodromo di Firenze, impegato commerciale la Vuelta di Spagna
Formazione: Liceo scientifico: ho frequentato Ingegneria Edile a Firenze.
Interessi: sport – web – marketing – cinema.

 

Come mai Solidworks? Quali sono le sue caratteristiche?

SOLIDWORKS copre tutti gli aspetti del processo di sviluppo di un prodotto, quali progettazione, verifica, progettazione sostenibile, comunicazione e gestione dei dati, attraverso un flusso di lavoro integrato e continuo. I progettisti e gli ingegneri possono cimentarsi in varie discipline, riducendo i tempi del ciclo di progettazione, aumentando la produttività e lanciando più rapidamente sul mercato prodotti innovativi.
Il software prevede la creazione di disegni 2D e 3D di solidi e superfici, attraverso un sistema geometrico di tipo parametrico e completamente personalizzabile.
Solidworks si rivela estremamente intuitivo, per cui il suo uso risulta non difficile anche agli utenti meno esperti o provenienti da altri sistemi CAD. Solidworks consente di portare disegni da 2 a 3 dimensioni e viceversa, con semplici operazioni, importando ed esportando file di AutoCAD (DWG, DXF).
Il software è inoltre in grado di importare ed esportare geometrie in una grande varietà di formati tridimensionali, in particolare è in grado di importare file creati con altri programmi di progettazione meccanica.

Presentazione Video SolidWorks:

Questo prodotto è stato suddiviso in tre categorie per permettere agli utenti di lavorare con ciò che gli serve e non con uno strumento sovradimensionato:
SolidWorks Standard offre funzioni di progettazione 3D impareggiabili in termini di prestazioni e facilità d’uso. Oltre alla creazione di parti, assiemi e disegni per la produzione completamente dettagliati, sono disponibili tutti gli strumenti necessari per la generazione di superfici complesse, ripetizioni piatte di lamiere e assiemi con saldature strutturali. Include anche procedure guidate per l’automazione della progettazione, l’esecuzione di analisi delle sollecitazioni e l’individuazione dell’impatto ambientale dei componenti. SolidWorks Standard aumenta la produttività della progettazione.
SolidWorks Professional si basa sulle funzionalità di SolidWorks Standard per aumentare la produttività progettuale con strumenti di gestione dei file, rendering fotorealistici avanzati, stima dei costi automatica, funzionalità di collaborazione di eDrawings Professional, progettazione automatica e controllo dei progetti, nonché una libreria di parti e componenti sofisticati. Include inoltre strumenti integrati per la gestione di file che consentono di archiviare in modo protetto tutte le informazioni progettuali e registrare tutte le modifiche apportate al progetto.
SolidWorks Premium è una soluzione di progettazione 3D completa che aggiunge alle funzionalità di SolidWorks Professional gli efficaci strumenti di simulazione, di verifica del movimento e di convalida dei progetti, le funzioni avanzate per la progettazione di sistemi di tubazioni e cablaggi, le funzioni di reverse engineering, l’importazione di dati di point cloud e molto altro ancora. Le potenti funzionalità di simulazione consentono agli utenti di testare il prodotto verificandone le prestazioni in base a forze e movimenti reali. SolidWorks Premium offre tutti i vantaggi di una soluzione di progettazione 3D completa.

In più sono presenti altri moduli legati a settori specifici che vengono continuamente sviluppati,
Allego i video di presentazioni ad alcuni di essi:
Presentazione Video SolidWorks Simulation:
https://youtu.be/uD2xcYGLWnM

Presentazione Video SolidWorks composer:
https://www.youtube.com/watch?v=3KlLeIcKFAg

Presentazione Video Solidworks Enterprice pdm:
https://www.youtube.com/watch?v=lzEFdtQShL8

PresentazioneVideo SolidWorks Plastic:
https://www.youtube.com/watch?v=EEs1TPuIzZc

 

Quali figure professionali dovrebbero sceglierlo?

Nel mercato odierno altamente competitivo, SOLIDWORKS consente agli ingegneri e ai progettisti di qualsiasi settore di soddisfare la richiesta di prodotti innovativi e di alta qualità, più rapidamente e a costi ridotti.
http://www.solidworks.it/sw/industries/mechanical-design-industries.htm

 

Perché un architetto dovrebbe sceglierlo?

Dipende dal tipo di settore in cui lavora, la progettazione architettonica (edile) è solitamente legata a software come autodesk e revit, che nascono proprio per quel settore, ciò non toglie che ditte molto importanti utilizzino solidworks anche in settori propriamente indicati.

esempio solidfacile
Che caratteristiche ha un software “parametrico”?

Il disegno parametrico consente di impostare numerosi tipi di relazioni (parallelismo, concentricità, perpendicolarità, collinearità, uguaglianza, coassialità, simmetria e moltissimi altri).
Ad esempio Lo strumento Equazioni consente di impostare relazioni tra le quote geometriche (ad esempio, allo scopo di mantenere il raggio di raccordo pari ad un quarto di un lato, oppure definendo un angolo come triplo di un altro). Questo risulta estremamente utile nel momento in cui si va a modificare un progetto; disegnando con delle relazioni sarà sufficiente cambiare un parametro per ottenere modifiche in tutto il disegno.
Spiegazione video tratta da solidfacile: https://www.youtube.com/watch?v=0HkmCz9Dp9U

 

Qual è il suo rapporto qualità prezzo, visto che il tema dei corsi ha un suo valore per un freelance?

L’utilizzo dei video tutorial per la formazione dei progettisti è una risorsa indispensabile per l’abbattimento dei costi di formazione, avere a disposizione circa 1500 tutorial da 5/6 min crea un corso di molte ore frequentabile in qualsiasi momento e per quante volte si ritiene necessario. Le formazioni del personale in azienda nonostante il vantaggio del contatto diretto con un tecnico concentra un numero gigantesco di nozioni in poco tempo e inevitabilmente qualcosa va perso. Diversamente con un videocorso dettagliato è sempre possibile ricercare le informazioni e ripassare le tecniche di disegno ogni qual volta si presenta la necessità.

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Cosa è il progetto “Solidfacile”?

Il corso, denominato “SolidFacile” proprio perché facilita l’apprendimento di SolidWorks, è composto da un consistente numero di “lezioni” che vengono continuamente aggiornate ed aumentate nel numero. Ciascuna “lezione” riguarda uno specifico comando e ne mostra le varie modalità di utilizzo per mezzo di un breve filmato chiaro e conciso riducendo al minimo il tempo necessario ad apprenderne l’uso.
SolidFacile è una grande biblioteca formativa da cui si possono ottenere risposte operative immediate in qualunque momento; consente ad ogni operatore di diventare autosufficiente e raggiungere in breve tempo un elevato livello di competenza, senza perdite di tempo, proprio mentre lavora con SolidWorks.
Per motivi di tempo molti utenti di SolidWorks si accontentano di utilizzare un numero limitato di comandi conosciuti rinunciando così a sfruttare le enormi potenzialità del programma; con SolidFacile sarà invece possibile entrare sempre più nel dettaglio ed aumentare la propria conoscenza imparando ad usare le funzioni quando servono.
SolidFacile può diventare una risorsa comune di apprendimento per tutto lo staff dell’ufficio tecnico, per i dirigenti che non hanno tempo di seguire corsi approfonditi, per gli utenti occasionali, per i principianti, trasformando la conoscenza in uno standard aziendale e migliorando il rendimento complessivo. I progettisti potranno concentrarsi sulla progettazione e sul miglioramento dei prodotti sicuri che in qualunque momento potranno usare in modo corretto le funzioni più sofisticate o quelle di uso poco frequente.
L’apprendimento è un fatto personale, ognuno ha tempi e riflessioni proprie. SolidFacile può diventare un assistente didattico ideale ed essere usato secondo le proprie necessità ed i propri ritmi; fornendo risposte immediate può eliminare in molti casi il bisogno di consultare un istruttore ed evitare di ricorrere a lunghe ed estenuanti conversazioni telefoniche.
Un interfaccia semplice, strumenti di ricerca per recuperare immediatamente i filmati, la connessione al nostro sito web per scaricare in tempo reale gli aggiornamenti, l’uso della lingua italiana sono elementi di fondamentale importanza che rendono SolidFacile il “Tutor” ideale per l’apprendimento di SolidWorks.

 

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I segreti di un buon render svelati da Umberto, fondatore di BlenderFacile

Nella mia ricerca sui software e sulla formazione, gratuita e non, tramite canali web, la mia strada ha incrociato quella di Umberto Oldani, coinvolto in diversi progetti per aiutare i giovani ad imparare modellazione e render, soprattutto con l’utilizzo di software opensource. Ho voluto intervistarlo per capire meglio le differenze tra i software, gli errori più spesso commessi dagli inesperti, l’hardware necessario per chi vuole intraprendere questa via professionale, e alcuni “trucchi” per padroneggiare i software…

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Ciao Umberto. Iniziamo con le presentazioni: età? Provenienza? Qual è la tua formazione e quale la tua professione? Quali i tuoi interessi?

Ho 52 anni, sono nato e vivo tutt’ora a Magenta, una cittadina in provincia di Milano.

Ho un diploma di Geometra, diverse certificazioni ottenute presso centri specializzati nell’insegnamento della Computer Grafica 3D e nell’utilizzo di software di foto ritocco quali Photoshop.

Dopo aver lavorato per diverso tempo in Studi Tecnici e Imprese Edili, qualche anno fa ho fondato www.renderingevolution.com attraverso il quale supporto gli Studi di Architettura nella presentazione dei loro progetti, realizzando rendering fotorealistici.

Nello stesso periodo ho anche ideato il blog www.innovativerendering.com dove spiego quali effettivi vantaggi e benefici può avere un Architetto nel presentare al proprio cliente immagini virtuali di qualità.

Due sono gli interessi a cui tengo particolarmente:

• il primo è senz’altro la Computer Grafica 3D che mi ha portato a trasformare una vera e propria passione nella mia professione attuale

• il secondo è lo sport, che pratico da sempre e che mi permette di rilasciare tensione e nervosismo oltre che liberarmi mentalmente… non potrei farne a meno.

 

Come è iniziato il tuo interesse per i rendering fotorealistici? ti occupi anche di post produzione?

Fin da quando ero a scuola mi ha sempre attratto la possibilità di modellare oggetti.

Anche con carta e matita, ho sempre cercato di disegnare in tre dimensioni, mi piaceva e mi piace tuttora, vedere le cose che prendono forma nello spazio.

Agli inizi degli anni ‘90, con l’introduzione dei primi computer nei luoghi di lavoro, ho iniziato a produrre qualche modello di edificio con il primo AutoCad… una vera impresa.

Poi, hardware e software si sono sviluppati in modo esponenziale e vedendo ciò che i guru della Computer Grafica riuscivano a realizzare, è stato per me uno stimolo troppo forte quello di sperimentare nuove soluzioni e di provare a creare immagini qualitativamente di alto livello.

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Per i puristi del 3D come me, l’immagine finale deve essere realizzata completamente con software 3D.

Se però lavori professionalmente a contatto con Architetti e progettisti che vogliono un buon risultato in tempi molto ridotti, la post produzione si rivela assolutamente utile.

Per questo motivo mi trovo spesso ad usare tale tecnica con software di foto ritocco soprattutto quando il committente richiede rendering di esterni.
In queste situazioni, renderizzare elementi come erba, alberi e cespugli comporterebbe tempi molto lunghi, troppo lunghi, meglio lavorare in post produzione.

Con tanta pratica si possono ottenere risultati di tutto rispetto.

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Non solo, attraverso il foto ritocco è possibile inserire un nuovo complesso architettonico modellato e renderizzato, in una vista aerea per verificarne l’impatto ambientale.

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Allo stesso modo si può integrare un nuovo edificio in una vista ad altezza d’uomo per valutarne la compatibilità con le strutture adiacenti.

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“Irriverender” tratta temi relativi all’open source per l’architettura. Un tuo progetto si chiama Blender Facile. Lo usi/insegni per la modellazione o anche per i rendering?

Nel blog www.blenderfacile.it tendo a spiegare prevalentemente la fase di modellazione in ambito architettonico, mettendo a disposizione dell’utente la mia esperienza acquisita in tutti questi anni.

Considero la modellazione fondamentale per arrivare ad ottenere un render di qualità e con Blender non è proprio del tutto scontata.

A volte ci sono accorgimenti e piccoli trucchi da adottare che possono fare la differenza tra un buon modello e uno eccellente.

Attraverso dei video, cerco quindi di spiegare le diverse tecniche utilizzabili per raggiungere lo scopo nel modo più semplice e veloce possibile, usando sempre esempi concreti e dettagliando i passaggi necessari.

 

Quali sono le migliori alternative relative ai software per i rendering fotorealistici? Quali quelli open source?

Tra i software 3D di tipo commerciale esiste un’ampia scelta, quelli che mi sento di consigliare e che ho provato personalmente negli anni nel settore architettonico, sono:

Maya
3DStudio Max
Cinema 4D

Questi software, ciascuno ovviamente con i suoi pregi e difetti, sono in grado di modellare in modo eccellente e di restituire immagini finali di ottima qualità utilizzando già il sistema di rendering integrato.

Tuttavia, c’è la tendenza ad usare motori di rendering esterni come Vray o Corona Render perché ritenuti più specifici per lo scopo e quindi maggiormente performanti.

Sketchup, in particolare proprio per l’ambiente architettonico, probabilmente è il più intuitivo e risulta quindi il più semplice dal punto di vista della modellazione.

Di contro, ha necessariamente bisogno di un motore di rendering esterno come VRay o Sketchup Podium per poter renderizzare.

Tra i software open source, so di essere di parte, ma per ottenere un rendering finale di tipo fotografico, Blender non ha rivali, è un software professionale a tutti gli effetti.

Questo è stato reso possibile grazie all’introduzione, qualche anno fa, di Cycles, il motore unbiased che esegue, così come i più blasonati motori di rendering foto realistici commerciali, un calcolo fisico dell’illuminazione nella scena.

Inoltre, proprio in questo periodo, sono attese importanti novità da parte della Blender Foundation sul fronte della renderizzazione, una su tutte, con la prossima release 2.8 dovrebbe essere integrato in Blender il nuovo sistema di rendering in real time “Eevee” (acronimo di Extra Easy Virtual Environment Engine).

 

Quali sono i consigli che daresti ad un renderista in erba?

In primo luogo penso sia importante scegliere un settore in cui lavorare, in base alle proprie passioni e inclinazioni, ad esempio quello architettonico e di design, quello pubblicitario oppure quello della character animation, e specializzarsi il più possibile.

In secondo luogo, strettamente collegato a quanto appena detto, per apprendere al meglio le basi e successivamente trucchi e segreti del software che si intende utilizzare, consiglio di seguire dei corsi completi pratici anche online oppure dei programmi di formazione tenuti da un insegnante via webinar, “one to one” via Skype o anche in presenza.

In ogni caso il modo migliore per arrivare fino in fondo, è quello di insistere, anche quando sembra impossibile imparare la notevole quantità di informazioni, comandi e tecniche da utilizzare, con tanta applicazione si può arrivare ad ottenere dei buoni risultati in tempi non troppo lunghi.

Una volta fatte proprie le basi di un software 3D, consiglio di prendere una fotografia, meglio se semplice, e di provare a replicarla avvicinandosi il più possibile.

A mio avviso questo rappresenta il modo migliore per imparare a modellare, ma soprattutto per capire il comportamento della luce e dei materiali.

 

Quali gli errori più frequenti?

Mi capita di vedere utenti alle prime armi con Blender che hanno come obiettivo immediato un progetto complesso e ambizioso.

Rifacendomi a quanto detto in precedenza, serve pazienza e applicazione, ma soprattutto all’inizio serve una guida pratica, sia esso un corso o lezioni one to one, che attraverso un percorso ben strutturato permetta all’utente di apprendere gradualmente il software in tutte le sue caratteristiche.

Penso sia pressoché impossibile usare tecniche avanzate di modellazione senza conoscere le nozioni di base.

Questo discorso vale anche per le tecniche di illuminazione, texturing e rendering; occorre prima conoscere il perché si eseguono certe operazioni, cosa comporta un loro errato utilizzo e come invece impiegarle.

 

Che tipo di hardware serve per fare il renderista?

In questo lavoro l’hardware è di fondamentale importanza e purtroppo assemblare una macchina affidabile e che lavori velocemente ha un costo non indifferente.

Per riuscire a gestire comodamente la viewport e successivamente renderizzare una scena in tempi ragionevoli, serve un computer potente e ben bilanciato.

Considerando inoltre la velocità con cui si evolvono hardware e software, conviene acquistare una macchina con caratteristiche avanzate in modo tale da averla già predisposta per le eventuali future release.

In ogni caso, gli elementi fondamentali da cui partire e sulle quali impostare poi gli altri componenti, sono essenzialmente 3:

• un processore di tipo Quad Core Intel i7 da 4 Ghz
• 32 GB di RAM
• un’ottima scheda grafica di tipo NVIDIA, meglio se GTX 1080 Ti

Questi requisiti rappresentano già un buon punto di partenza, ovviamente più si sale nelle performance dei vari componenti e più aumenta il costo.

Dei tre componenti quello che riveste la maggiore importanza, è senza dubbio la scheda grafica soprattutto in virtù del fatto che oggi, i maggiori motori di rendering, richiedono una o addirittura più schede grafiche di un certo livello, per renderizzare a velocità elevatissima.

In alternativa al rendering confezionato in casa, esiste la possibilità di trasferire il calcolo finale dell’immagine che si intende realizzare, a una “render farm” online.

Sono ormai diversi i servizi di questo tipo presenti sul web, in alcuni casi espressamente dedicati ad un software in particolare, è il caso di Render Street creato
appositamente per Blender e da poco anche per Modo.

Sono particolarmente indicati per renderizzare animazioni o anche in casi in cui occorre renderizzare immagini ad una risoluzione molto elevata.

Chi invece ha la possibilità economica e di spazio adeguati, può pensare di creare una propria render farm utilizzando 4 o 6 nodi di computer connessi in rete tra loro.

 

Sui tuoi siti metti a disposizione anche risorse free. Altri sono corsi professionali a pagamento. Ci spieghi meglio l’offerta?

Rendering Evolution e Innovative Rendering sono strettamente legati tra loro e hanno lo scopo di aiutare gli Studi di Architettura fornendo loro un servizio ottimale di rendering foto realistici che presento attraverso dei video esplicativi.

Blender Facile invece è pensato per dare un efficace supporto a chi sta iniziando o già lavora nella Computer Grafica 3D prevalentemente in un contesto architettonico.

Il progetto si può idealmente suddividere in tre parti.

Per chi ha già una sufficiente dimestichezza con Blender, metto loro a disposizione tutorial che solitamente hanno una breve durata, sono gratuiti e tendono a dare soluzioni precise ad una eventuale problematica.

Per chi invece ha la necessità di realizzare rendering di architettura e design di maggior rilievo, sia interni che esterni, ho creato video corsi completi, a pagamento, in quanto tengono conto dell’importanza e della complessità del progetto.

In questi corsi vengono infatti spiegate tecniche avanzate di modellazione, di texturing e di rendering.

Di seguito i link ai corsi:

corso di architettura (esterno) con blender render

corso per realizzare un elemento di arredo

corso completo di architettura (interno/esterno) con Cycles render

Per avere un ritorno di contatti utili allo sviluppo futuro del blog e per chi intende incrementare il proprio livello di conoscenza, è presente nella piattaforma un video corso gratuito che spiega in modo dettagliato come arrivare ad ottenere un rendering foto realistico:

tutorial completo gratuito per realizzare un’immagine di still life

Come “bonus”, quindi sempre gratuitamente, ho creato un mini corso suddiviso in 8 facili lezioni dedicato a chi sta iniziando a modellare con Blender:

corso base per imparare a modellare con Blender

 

Con tutta l’offerta di 3d visualizer e renderisti, per un giovane ha senso prendere questa strada?

Domanda da 1 milione di dollari… provo comunque a rispondere…

Per chi come me ha una reale passione per il disegno, per la creazione di forme tridimensionali, oserei dire anche per l’arte figurativa in generale e ovviamente anche per ciò che la Computer Grafica 3D consente di fare, rispondo subito di si.

Non sarà sicuramente facile, ma è pur vero che con tanta determinazione è possibile raggiungere l’obiettivo finale.

Di contro, la varietà di software 3D oggi sul mercato, ha fatto si che diversi Studi di Architettura si stiano orientando verso la soluzione di realizzare i rendering in autonomia, evitando si, costi in uscita aggiuntivi, ma nella maggior parte dei casi rinunciando anche ad una qualità finale delle immagini ben diversa.

Il mio consiglio in questi casi è quello di specializzarsi il più possibile nel proprio settore, prestando sempre molta attenzione alle nuove tecnologie come la realtà aumentata, cercando di raggiungere un eccellente livello qualitativo che consenta di fare la differenza verso gli altri professionisti.

 

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Software di modellazione, render e postproduzione: quali scegliere e perché

Con che criteri un giovane architetto dovrebbe scegliere quali software studiare e approfondire?

Gli annunci di proposte lavorative che ci pervengono da siti come quello dell’ Albo degli Architetti , da Professione Architetto e da portali simili, richiedono, da parte del neolaureato, ma anche da parte del professionista in cerca di impiego più navigato, la conoscenza di tutti i software di modellazione, render, postproduzione, impaginazione e logo design.
Pare che, nei corsi di laurea, le cose non siano poi tanto cambiate dai miei tempi (2002-2007), e che gli atenei non formino ancora, o quanto meno non abbastanza, sui software.
Il panorama dei programmi, invece, è diventato sepre più ampio, e i ragionamenti da fare non possono non tenere conto di alcune dinamiche ed esigenze.
Se il tuo obiettivo è proporti come
3D Visualizer (ovvero come colui che gestisce tutto il processo, dal 2D alla post produzione) questa guida ti sarà utile, poichè i software che ho scelto sono quelli che statisticamente compaiono maggiormente negli annunci provenienti dai siti più noti.

La prima riflessione riguarda il come ci vogliamo proporre: vogliamo lavorare da liberi professionisti? Proporci come dipendenti in un grande studio? O magari come collaboratori esterni per piccoli studi che fanno outsource su temi che non riguardano il loro core business? (grafica, modellazione, render, impaginazione, logo design)

Se il processo di lavoro prevede la ricezione di files già impostati da qualcun altro (un capo o un cliente che è egli stesso un tecnico), essenziale è la riflessione sulla compatibilità e sui formati, e sul fatto che alcune software house, in primis Autodesk, hanno il primato su alcuni formati (ma non su tutti, e questo è un interessante campo di indagine e di riflessione).

In questo caso è bene capire quali sono i software più usati e richiesti e formarsi su di essi. Il mare magno di videolezioni e corsi in pdf disponibili in modo gratuito riguarda, bene o male, tutti i programmi, anche se avrete qualche difficoltà a trovare materiale valido e aggiornato sui programmi basati sul Bim.

 

template facebook - PAge

Modellatori e software di renderizzazione

Veniamo a noi facendo una panoramica onesta:

AUTOCAD per il 3D (Autodesk)
Si tratta della versione completa di Autocad (non la versione “Lite”, che permette di creare elementi 3D solo con l’escamotage di dare spessore agli elementi disegnati).
Era il software più utilizzato nei miei anni di università. E’ un programma spesso disprezzato riguardo alle possibilità di modellazione e render che consente, ma è anche vero che
in parte si tratta di un pregiudizio. Avendo un numero inferiore di comandi per la modellazione 3D, per modellare in modo accurato bisogna saperlo usare bene, e per quanto riguarda la renderizzazione, da molti anni ormai si appoggia a Mental Ray, già noto ai più perché integrato a 3Ds, che permette effetti fotorealistici a patto che si abbia esperienza su temi di illuminotecnica/IOR dei materiali. Nelle ultime versioni appare il motore di render Rapid RT.
Esporta nel formato più famoso e “universale”: il dwg, e anche gli altri formati che esporta sono poi usatissimi da altri software. Purtroppo diventa lento se deve gestire un numero eccessivo di poligoni, rispetto a quanto potrebbe diventarlo un programma nato per il 3D.
Vi è anche una comoda libreria di materiali base che possono essere personalizzati, e su internet si trovano ancora facilmente anche delle librerie di blocchi 3D free.
Il vantaggio è quindi quello di avere un programma abbastanza completo (2D, modellazione e render). Lo svantaggio principale è che è pensato per un operatore 3D preparato, e che si tratta, comunque, di un programma nato per il 2D.
Dalla versione 2016 sono state introdotte alcune novità utili: le
luci fotometriche e le immagini di environment.

Rhinoceros (Mc Neel)
Rhinoceros, chiamato con affetto, “Rhino”, è un s
oftware della McNeel che piace molto a chi proviene dal mondo Autocad (perché non deve rivoluzionare la sua logica di modellazione, come invece dovrebbe fare per i programmi parametrici).
E’ molto usato dai designer (di interni e non), ma non dispiace neanche agli architetti. Anch’esso è un CAD e ricalca alcune logiche di Autocad seppur avendo un imparagonabile sviluppo riguardo ai comandi 3d (e, diciamolo, un peggiore sviluppo, al momento, sulla parte 2D). Negli ultimi anni è cresciuto molto grazie a GrassHopper (estensione usata e “abusata” da alcuni grandi studi), che lo rende parzialmente “parametrico” e dalla possibilità di istallare l’estensione Vray per i render (anche se si tratta di una versione meno evoluta di quella prevista per 3ds e priva del visual-script).
Utilissimo anche VisualArq, la nuova estensione Bim.

In passato era molto usato con il motore di render Flamingo.
Tramite il language pack è possibile istallare la lingua italiana ed esistono ottime videoguide e guide in pdf da scaricare liberamente dal web, tra cui la stessa guida online ufficiale, ma anche diversi siti, anche in italiano, dedicati alla formazione gratuita.

3D Studio Max (3DS Max) (Autodesk)
Programma parametrico che usa modelli matematici completamente diversi da quelli di Rhinoceros, e un migliore controllo della “storia” delle modifiche di un oggetto. La fortuna di questo programma è dovuta al grande sviluppo della parte “animazioni” e dal plug in Vray, uno dei migliori programmi (o plug in) di renderizzazione, o comunque uno dei più usati e noti, che storicamente è legato al software 3DS e per esso presenta la versione maggiormente sviluppata (tramite il visual script e la possibilità di combinare più effetti e caratteristiche).
Chi proviene dal mondo CAD di solito fa fatica a ragionare secondo le logiche di 3DS e più che altro lo usa come ambiente in cui importare file da altri software (generalmente Autocad, oggetti Sketchup da Warehouse, Rhino o Revit) e gestire la parte relativa alle luci, ai materiali e al render.
Esistono infatti dei software complementari che “assistono” l’importazione da programma a programma per far si che si perda la quantità minore possibile di materiale.

Revit (Autodesk)
Revit è un programma sia parametrico che idoneo al processo di lavoro BIM (Building Information Modeling). Viene utilizzato dai grandi studi e permette a progettisti, strutturisti e impiantisti di lavorare contemporaneamente nello stesso modello. Inoltre tutto viene gestito in modo integrato. Tramite delle “librerie” chiamate famiglie, è possibile utilizzare e introdurre “oggetti” (che possono essere parti di mobilio o anche stratificazioni di muri, soffitti, pilastri, pavimenti…), o di personalizzarli.
Diversamente dai software precedenti, pensati per la modellazione in tutte le sue espressioni, è un software pensato per la progettazione architettonica, strutturale ed impiantistica.
In revit sono quindi gli elementi veri e propri ad essere inseriti, e non si tratta di una composizione astratta di linee e volumi, ma un insieme di
elementi tecnici del mondo edilizio che hanno proprietà dimensionali, statiche e termiche specifiche e corrispondenti alla realtà.
Modellando, ad esempio, un muro, esso verrà poi riportato in tutte le sue viste (piante, prospetti, sezioni, dettagli, assonometrie…), che più che “creare”, dovete semplicemente “rendere disponibili”.
Il progetto 2D e quello 3D fanno parte di un unico “disegno”, rappresentato una volta sola. Se cambia un elemento, esso cambierà automaticamente in tutte le viste e approfondimenti visuali e non del progetto.
Il programma, nell’ultimo decennio, si è evoluto moltissimo.
Purtroppo mantiene dei limiti, inevitabili, nella gestione dei formati. E’ impossibile infatti salvare in un formato precedente perché da versione a versione vi sono cambiamenti profondi che riguardano gli elementi compositivi stessi. Usa Mental Ray per i render (come tutto il mondo Autodesk), ma spesso gli architetti si spostano in ambiente 3DS (della stessa software house) per completare alcune geometrie complesse (nonostante revit consenta la modellazione di masse concettuali, e di superfici topografiche) e per gestire luci, materiali e render con Vray (esiste comunque anche una versione di Vray per Revit).
Revit viene anche molto usato con le
nuvole di punti e i rilievi laser scanner.
E’ uno dei software preferiti dai formatori del mondo dei “crediti formativi permanenti”.

Archicad (Graphisoft)
Archicad è uno dei più antichi programmi che ragiona tramite la composizione tramite “pacchetti tecnici” (muri, solai, pavimenti…). E’ molto usato in Germania e in alcuni contesti esteri e da alcuni studi “ortodossi” che sono affezionati alla Graphisotf e quindi lo preferiscono a Revit. Rispetto a quest’ultimo presenta una gran quantità di risorse free sul web, ma i forum di condivisione in italia sono molto più “separatisti. Per i render ci sono varie possibiltà. Parlano molto bene dell’integrazione di Cinema 4D presente nelle ultime versioni, ma c’è chi preferisce Maxwell e chi invece decide di usare un programma autonomo chiamato Artlantis (della stessa software house), che permette effetti fotorealistici ma è esigente riguardo ai requisiti hardware.

AllPlan (NEMETSCHEK)
Allplan usa la stessa logica di Revit ed Archicad. E’  usatissimo all’estero e da alcuni studi italiani che hanno deciso di approfondire questo programma Ultimamente, come già Archicad e Revit, viene studiato in diversi corsi che approfondiscono il metodo di lavoro BIM.

Cinema 4D (Maxon)
C4D è un programma che ragiona secondo le logiche di 3DS, e che è usatissimo nell’
animazione. Ultimamente diversi studi di architettura lo richiedono, in quanto è facile e intuitivo. Comunica bene con After Effect (della Adobe) ed ha il plug in RealFlow. Comunica bene con Allplan e con Archicad, e ha un ottimo rapporto qualità/prezzo. Anch’esso ha la possibilità di usare il plug in Vray e di numerose librerie di materiali free. Inoltre la community di utenti C4D italiani è affiatata e facilmente raggiungibile, così come sono presenti molte guide e videoguide.

Maya (Autodesk)
Acquistato da Autodesk nel 2005, usa le logiche parametriche , come 3DS
(suo concorrente “storico”) e C4D. Viene abbastanza richiesto dagli studi e consente una modellazione fluida e di qualità. Anche Maya può usufruire del plug in di Vray.

Solidworks (Dassault Systèmes)
E’ il Revit della
meccanica. Parametrico, basato su librerie, anche se prodotto da una software house meno nota, nel mondo dell’architettura, di quanto lo sia Autodesk (si tratta della Dassault Sistèmes), è scelto anche da molti architetti.
E’ un programma molto versatile e per questo
usato in molti settori, ha un ottimo rapporto qualità prezzo ed è stato sviluppato da una software house molto stabile finanziariamente, oltre al fatto che è molto versatile nella gestione dei formati sia in importazione che in esportazione. La community online è molto attiva ed affidabile, ed è comunque molto userfriendly, oltre al fatto che è in continuo aggiornamento ed al passo con le innovazioni.

Sketchup (Trimble)
Sketchup, nato in ambito Google, utilizza logiche di modellazione diverse da qualsiasi altro software e in questo risiede la genialità dei softwaristi, che hanno voluto creare qualcosa di innovativo e non copiare dagli altri.
Inizialmente veniva visto come un modellatore userfriendly e incapace di creare geometrie complesse o risultati realistici, ma
negli ultimi anni è stato sviluppato dalla Software House della Trimble e, a saperlo usare bene, permette di arrivare a risultati molto performanti.
Molto scelto ed usato dagli studi in quanto open source, in realtà ha una
versione Pro che, per condizioni generali, è l’unica che puo’ essere usata per fini commerciali, quindi non risolve il problema di chi vuole lavorare nel 3D ma non puo’ permettersi le licenze. Inoltre la versione Pro permette l’importazione dei DWG (che ormai quasi tutte le versioni Make non permettono più), l’uso professionale per la stampa, e le telecamere.
E’ pensato per lo “schizzo”3D e non per la renderizzazione (a meno che non si usi un plug in), ma la tematica dello schizzo è stata approfondita tramite i numerosi stili di visualizzazione, sia presenti, sia importabili dalle numerose gallerie sul web, o personalizzabili, che permettono di cambiare colori, spessori e stili di linea e campitura. Vengono fatti anche dei concorsi per premiare i migliori stili creati dai modellatori che usano questo programma.
Oltre ad essere molto veloce, ha un’
estesa libreria di oggetti e materiali presente online e chiamata warehouse. Questi “archmodels” possono essere usati anche in altri programmi modellatori, materiali compresi. Anche Sketchup può usare il plug in di Vray, che è sviluppato in modo molto simile a quello per Rhino, e che permette di rendere fotorealistiche le “fumettose” modellazioni Sketchup. Alcuni utenti preferiscono invece Podium, e altri ancora Kerkithea, quest’ultimo open source.
Molti corsi che dànno cfp si basano su Sketchup.

Blender (Blender foundation)
Blender, come logica, è simile a C4D, Maya e a 3DS., quindi un parametrico.
E’ l’unico programma
open source che permette di fare modellazione 3d, rendering fotorealistico, compositing, montaggio video, camera tracking, gaming, animazione 2d e 3d, sculpting, painting e tanto altro. Con Blender è possibile gestire l’intera pipeline di lavoro senza dover ricorrere ad altri software.
Inoltre ha tantissimi plug in
(add-on) tutti disponibili gratuitamente.
E’ usato moltissimo nell’ambito dell’
animazione (per chi fosse curioso, sono presenti esempi interessanti anche su youtube). E’ linux-friendly ed infatti è uno dei pochi programmi modellatori compatibili con linux. E’ amato dai debianisti e dagli attivisti per il software libero. Viene spesso snobbato dagli studi in quando considerato, a torto, “poco adatto” agli architetti. Semmai il problema riguarda i formati e la compatibilità.
Un altro difetto è la non “immediatezza” del programma. Avendo tantissime funzioni non tutte sono immediate da utilizzare e la stessa interfaccia (per quanto sia stata migliorata negli ultimi anni)
è poco user friendly, soprattutto per chi non proviene da Linux.
In compenso la curva di apprendimento di Blender é velocissima, se si capisce la mentalità. Infatti uno dei punti di forza di Blender é l’interfaccia versatile in grado di adattarsi al lavoro che si sta realizzando e non il contrario. Ovvero non è l’utente che si deve adattare all’interfaccia ma è quest’ultima che deve adattarsi all’utente. Di conseguenza bisogna avere un cambio di mentalità rispetto agli altri programmi, e questo è il “problema” che porta ad avere una curva d’apprendimento alta per i primi 20 minuti.
Se invece si lavora da freelance, è un software che consiglio,
sia perché offre una qualità altissima e tempi di modellazione nettamente ridotti rispetto alla concorrenza, sia per il suo ottimo plug (add-on) in per la renderizzazione (Cycle), sia perché in rapporto diretto con un cliente non tecnico il problema “formati” decade, essendo importante il formato dell’immagine e non il modello.
Un altro enorme pregio di Blender è l’affiatata community virtuale. Alcuni spunti per questo paragrafo sono stati forniti da BlenderGeek, una community su facebook.


Freecad:
A dispetto del nome è un giovane progetto relativo a BIM open source. Gestisce molte estensioni di files ed è uno dei pochi open source, per il BIM, in italiano. Da valutare non tanto per il freelance, ma per gli studi di media dimensione che vogliano “investire…nell’open source” (a volte l’investimento non è economico). Mi sarebbe piaciuto approfondire maggiomente sui software compatibili col processo Bim. Ad esempio Tekla Structures, il principale bim per l’acciaio, ma verrà destinato un intero articolo al tema.

Nanocad e Drafisight:
Nonostante Nanocad sia più rozzo, e ricordi le vecchie versioni di Autocad, è più completo e l’utilizzo, comandi da tastiera compresi, è molto simile ad Autocad LT. Inoltre vi è una buona compatibilità di formati.
Draftsight è un progetto più raffinato ed ambizioso, ma povero di comandi.
Entrambi leggono e producono dwg.

Post-produzione ed Impaginazione

E per la post produzione?

Alcuni considerano il render un lavoro fotografico, e ritengono che anche la postproduzione venga fatta con un programma pensato per le fotografie, come LightRoom oppure Photomatix (pensati per un fotoritocco “minimalista”, e non ad una post produzione vera e propria). Io vi consiglio di avere nel vostro cilindro da mago un programma di grafica completo e versatile. Photoshop è il più rinomato, e il più versatile e compatibile con altri programmi del pacchetto Adobe (Illustrator e Indesign ad esempio), ma nei lavori grafici è maggiormente diffusa la prassi di esportare in PNG o TIFF e quindi l’esigenza di un formato universale decàde o comunque sfuma.
Il pacchetto adobe va studiato e messo in cv per coloro che cercano da dipendenti, ma ai freelance consiglio GIMP, un programma la cui reputazione sta crescendo, tanto che fanno persino corsi per architetti che dànno cfp. Il suo unico difetto (ma importante relativamente per ciò per cui lo useremo) è che esso non dispone dei profili colore, Pantone e tanto altro che servono per la stampa offset.
Esistono innumerevoli
guide free, alcuni di professori universitari, presenti sul web, nonché videocorsi.

Per chi è un modellatore puro ed è poco interessato ai render e al fotorealismo, consiglio la postproduzione tramite Illustrator. Esportando in 2D una vista 3d, potrete creare effetti notevoli e valorizzare, nel vostro book, la vostra bravura e inventiva nel gestire tutto il processo di modellazione, comunicando, in modo grafico e sintetico, tramite elementi di modellazione arricchiti graficamente tramite illustrator. Potrete usarlo anche sulle tavole in 2D presenti nel vostro book: Illustrator può lavorare anche coi dwg e migliorare la gestione degli spessori di stampa, dei colori e di altri stili grafici. Un’alternativa open source per chi volesse tentare questa strada espressiva è l’open source Inkscape, ma in questo caso dovrete esportare in pdf, perché la principale pecca di Inkscape per chi fa il nostro mestiere è proprio il non leggere i dwg.

Arriviamo all’ultimo punto: l’impaginazione. Non siamo impiegati e il cv europeo ci rispecchia poco. Consiglio un cv grafico corredato da un book. Indesign è lo strumento ideale sia per il cv che per il book. E’ il migliore da tutti i punti di vista: opzioni, funzioni, potenzialità, compatibilità, esportazione con standard di mercato. Può gestire anche le trasparenze e importa ed esporta un’innumerevole quantità di formati. Puà gestire anche file di molte pagine ed è un software professionale per l’impaginazione e la tipografia. Potrebbe essere un’idea dare una nuova veste alla vostra tesi o alle vostre tesine del passato e caricarle su Academia.edu. Disponibili guide e videoguide in abbondanza, oltre ad esserci una forte community molto presente ed affidabile, che ha anche aiutato a “raccontare” Indesign per questo articolo.
Merita di essere citato anche PagePlus di Serif.
Se invece volete fare il vostro cv con un software libero, consiglio
Scribus, nato in ambiente linux ma ormai versatile e disponibile per tutti i sistemi operativi.

Due note sulla formazione e sull’open source

Nulla potrà sostituire un corso professionale e anche rispetto ai corsi dipende molto da chi li organizza e chi ne è docente. Tuttavia è bene arrivare ai colloqui negli studi infarinati al meglio, approfondendo poi il o i software da loro utilizzati. Anche nell’ottica di fare un corso, è bene arrivare avendo appreso i rudimenti tramite una guida o una videoguida. Se il software in questione non è open source, scaricate la versione da 30 giorni e studiate intensivamente il software: per un livello medio/base 30 giorni intensivi sono sufficienti.
Negli anni ho suggerito ai miei studenti di approfondire con guide e videoguide. Per facilitarli, ho raccolto, ordinate per categorie,
tutte le risorse free da me trovate negli anni (guide, videoguide, materiali free, modelli free, plug in ed estensioni e molto altro) in un forum a scopo consultazione, www.irriverender.forumcommunity.net

Sarà sembrato pedante il rimarcare, per ogni capitolo e processo analizzato, che esistono dei software open source.
Dipende dal mio essere “open source activist” (non a caso mi occupo anche di promuovere la soluzione del co-working) e tutte le soluzioni che rendano “etico e sostenibile” il lavorare da giovane freelance e tra giovani freelance che collaborano, e vuole essere uno spunto, per chi è bloccato dai costi delle licenze, nell’approfondire lo studio di uno o più open source in modo da padroneggiarli e rendersi conto che nulla hanno in meno (o quasi) rispetto ai competitor a pagamento. Di certo questi sono approfondimenti che consiglio maggiormente a chi vuole lavorare da indipendente, ma è uno spunto anche per i piccoli e medi studi, che potrebbero fare una scelta coraggiosa e affidarsi all’open source.

Ricapitolando: se cerchi da dipendente, il mio consiglio è avere delle conoscenze base almeno sui programmi principali (Autocad, Revit, Sketchup, 3ds, Rhino, Revit, Photoshop), e magari approfondirne uno o due (poi approfondirai quello che il tuo studio usa, e saperne usare diversi, parametrici e non, sarà un modo per imparare velocemente software simili).
Se invece ti proponi da
freelance, munisciti dei migliori opensource/software liberi (Blender, Gimp, Inkscape, Scribus) e studiali meglio di quanto avresti studiato i software classici, perché dovrai puntare tutto sul risultato (ma non spenderai nulla se non olio di gomito, e sarai in buona compagnia, perché i software open source, di solito, hanno comunità di riferimento accoglienti e stimolanti).

Sperando che la guida sia stata utile, vi saluto e …alla prossima!

Irriverender Arch. Bonnì

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