Come proporsi professionalmente sul web? La parola a ProntoPro

Se un tempo era tutta una questione di passaparola, ed inevitabilmente ad essere favoriti erano i professionisti più anziani, oggi i giovani, e tutti coloro che si aprono al web senza pregiudizi, possono utilizzare spazi web e social pensati per il networking professionale.
Tra essi spicca ProntoPro, tanto che ho deciso di intervistare i fondatori del portale (Silvia Wang e Marco Ogliengo) in modo che possano raccontarci la genesi dell’idea e i modi più strategici per utilizzare meglio la visibilità professionale che il portale offre.

Via Filzi 25, gli uffici di ProntoPro

Via Filzi 25, gli uffici di ProntoPro. Silvia Wang e Mario Lengo

Come nasce l’idea di ProntoPro?

S: In realtà l’origine del portale è stata alquanto “casuale”. Marco ed io volevamo sposarci in Italia e all’epoca vivevamo a Jakarta. Pensavamo che sarebbe stato facile trovare i professionisti di cui avevamo bisogno online, ma… niente di più sbagliato! Da lì l’idea di creare un portale efficiente e veloce volto a trovare il giusto professionista. Da due anni stiamo facendo tutto per step, con tanto spirito di sacrificio e dedizione, ma siamo molto orgogliosi di quello che abbiamo creato e che stiamo incrementando e migliorando giorno dopo giorno.

I portali che “promettono” di portare lavoro ai giovani professionisti sono “millemila”…cosa ha di diverso ProntoPro?

M: Se ProntoPro è il primo in Italia per numero di utenti, un motivo ci sarà ☺ Noi siamo diversi per tanti motivi: innanzitutto non sfruttiamo il fatto che sono tanti i giovani professionisti alla ricerca di più lavoro attraverso costi di abbonamento al servizio; su ProntoPro puoi rispondere solo alle richieste che ti interessano e pagare solo quelle. E poi siamo diversi perché ci rivolgiamo a tutti! Professionisti del mondo della casa, del benessere, docenti, piccole e medie aziende… tutti su ProntoPro hanno la possibilità di sfruttare uno strumento capace di fare arrivare richieste di lavoro direttamente nella propria casella elettronica.

Come funziona operativamente? In cosa siete innovativi? E perché funziona?

S: ProntoPro.it permette l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. Attraverso il sistema delle recensioni stiamo rivoluzionando il processo di ricerca dei professionisti perché usare il nostro portale è semplicissimo sia per gli utenti che per i professionisti. Ai primi basta recarsi sul sito, selezionare la figura ricercata e compilare una scheda indicando i dettagli del lavoro che vogliono commissionare. Nel giro di poche ore riceveranno fino a 5 preventivi personalizzati e potranno scegliere autonomamente e senza impegno quello più adatto alle proprie esigenze. Per i professionisti, invece, l’uso di ProntoPro.it è un valido aiuto per ampliare la propria clientela. Questo sistema funziona perché è utile.

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Visto che il blog è seguito da “nerd” e, come si dice oggi, “geek”, che ne dite di darci un po’ di numeri?

M: Oltre 100.000 sono i professionisti iscritti e 150.000 i clienti che hanno già usato il nostro sito. Le categorie di servizi sono 430. Il tasso di crescita è del 20% mese su mese. Il valore generato su ProntoPro corrisponde al PIL della  Toscana e sul nostro sito arriva una richiesta di preventivo ogni 3 secondi. Esistiamo da poco più di due anni, ma siamo in tutta Italia.

Perché un giovane professionista dovrebbe investire in ProntoPro e non, ad esempio, in biglietti da visita o volantini?

S: Noi non crediamo che una forma di pubblicità escluda l’altra. Indubbiamente dalla nostra parte ci sono le statistiche che dimostrano come i canali digitali saranno sempre più gli strumenti utilizzati dai professionisti per farsi conoscere e il fatto che ormai da anni, quando si ha bisogno di qualsiasi cosa, la prima cosa che facciamo è googlare la ricerca, conferma tutte le statistiche. La ricerca avviene online, il contatto offline.

Molti giovani professionisti si sono attrezzati con siti, blog professionali e profili social: questi strumenti sono un’alternativa a ProntoPro o questi strumenti possono lavorare in tandem e potenziarsi a vicenda?

M: Non solo possono lavorare insieme, ma secondo noi devono farlo! Non a caso, incoraggiamo sempre i nostri professionisti ad inserire nella propria pagina personale tutte le informazioni che li riguardano: siti, blog, profili social, certificazioni, attestati sono strumenti indispensabili per dare un’immagine il più chiara possibile di sé e della propria attività. Essere trasparenti, reperibili e facilmente contattabili è il primo modo per  conquistare   potenziali nuovi clienti.  

La credibilità prima di tutto: chi “certifica” le proprie competenze prende punti, o meglio… crediti: è una scelta d’immagine? premiare i “referenziati”?

S: Più che una questione d’immagine, la scelta di regalare crediti a coloro che completano il profilo è un incoraggiamento a sfruttare al meglio il canale. ProntoPro è un portale sul quale si possono trovare nuovi contatti senza un impegno proattivo da parte del professionista. Questo tipo di approccio è totalmente diverso da quello che avviene offline, quindi diventa indispensabile avere un profilo chiaro e completo per avere la maggiore probabilità di essere scelto tra più professionisti. ProntoPro vuole diffondere questo messaggio ai professionisti e tra gli strumenti usati c’è la scelta di regalare i crediti una volta completato il profilo.

Quale tipo di professionista viene premiato da PP? Il più veloce? il più bravo? il più “sgamato” con internet o quello con migliore qualità prezzo?

M: I professionisti che vengono assunti più spesso sono quelli che aiutano il cliente a capire meglio la situazione e il lavoro che dovrà essere svolto, quelli con un profilo completo, e coloro che danno subito una stima di prezzo. Ovviamente anche le recensioni sono indispensabili: anche una sola recensione aumenta del 100% le probabilità di venir assunto! Se ne hanno più di 5, aumentano di 4 volte le proprie probabilità.

Vedo che inserite anche la possibilità di inserire il racconto di un’esperienza: quanto è importante padroneggiare la tecnica dello “storytelling” per conquistare il potenziale cliente?

S: Attraverso la creazione di storie si può dare vita ad una ben definita identità narrativa. Permettere ai professionisti di raccontarsi è parte della nostra missione di diffondere una cultura di connessione, collaborazione e innalzamento del livello qualitativo del mondo del lavoro.

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Date la possibilità di mettere come raggio d’azione “tutta Italia”. Quanto questa possibilità, nell’epoca del digitale, è una realtà? e quali sono le professioni che permettono di essere “nomadi digitali”?

M: È una realtà sfruttata da tantissime persone. Pensiamo al mondo dell’e-learning: tutti quelli che vogliono imparare una nuova lingua, prendere ripetizioni di matematica, o seguire corsi di recupero oggi possono farlo attraverso Skype, Google Hangout, Facebook Messenger, Whatsapp… sono tantissimi gli strumenti che oggi garantiscono di vedersi e sentirsi anche a distanza.

Ultima domanda: uno dei problemi principali dei professionisti sul web è l’insistenza. Alcuni giovani, presi dalla foga di cercare committenti, sono piuttosto maldestri ed insistenti nel proporsi. Sappiamo che avete progettato ProntoPro in modo da tutelare il cliente da “spamming lavorativo”, ma in generale quali sono i consigli che date al professionista per evitare che venga percepito come insistente?

S: Noi li invitiamo ad essere molto chiari nella prima risposta, osservando attentamente i dettagli della richiesta. È importante fornire un costo preciso o una stima per il lavoro da svolgere, specificando cos’è incluso nel preventivo. Sottolineare la necessità di un colloquio e/o di un sopralluogo utili a fornire informazioni più precise, sono suggerimenti che diamo spesso ai nostri professionisti per evitare di stressare il cliente con un numero eccessivo di comunicazioni.

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Professionisti e Personal Branding, intervistiamo Pietro Galeoto

Architetti, grafici, modellatori, renderisti, designer, e tutti i professionisti che lavorano da freelance spesso dimenticano l’importanza del personal branding, ed in particolare del net branding, ovvero l’arte di accrescere la propria reputazione, lavorativamente e non, tramite il web, con ovvie ripercussioni positive nella “real life”.
A tal proposito intervistiamo Pietro Galeoto, 20 anni di esperienza nella comunicazione, dalla carta stampata alla TV, oggi le sue attività sono prettamente concentrate su web e social.

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Ciao Pietro, raccontaci un po’ di te…cosa ti ha portato ad occuparti di personal branding, e quali altre esperienze professionali corredano il tuo cv?

“Il mio primo approccio al personal branding è legato alla mia ultima esperienza lavorativa. Sono, infatti, stato a capo della Comunicazione di un importante Gruppo che opera nel campo delle risorse umane. E ho quindi toccato con mano quanto incida sulla selezione delle risorse la reputazione che il candidato ha sul web. Per questo ho iniziato ad approfondire l’argomento, sperimentando nel mio lavoro quotidiano tutte le nozioni apprese. Nel giro di un paio di anni, ho trasformato quindi la comunicazione aziendale da tradizionale a social, con risultati interessantissimi, tali da indurmi a lavorare su un progetto che mi vedrà prossimamente a supporto di professionisti e aziende per raccontare al meglio se stessi e il proprio valore. Ma avremo modo di parlarne in seguito”.

Cos’è il personal branding? Com’è direttamente connesso col successo professionale?

“Ciò che dico spesso è che noi siamo quello che esprimiamo e raccontiamo sul web. Pensaci. Quando senti parlare di un professionista o di un’azienda e vuoi saperne di più, che cosa fai? Prendi lo smartphone e digiti la tua Query su Google: il nome del professionista o dell’azienda… Beh in quel momento, anche se ti ho di fronte, per me sei quello che appari sul web; i contenuti che tu hai prodotto meglio sono fatti, più pertinenti sono al tuo business, maggiore è il tuo valore ai miei occhi”.

Qual è la differenza tra popolarità e reputazione?

“La popolarità è più legata alla forma e all’impatto di ciò che esprimi; la reputazione invece è legata ai contenuti, all’autorevolezza dettata dalla qualità dei tuoi interventi. Oggi sono importanti tutte e due le cose. Fondamentali sono il controllo e gli interventi ‘riparatori’ su contenuti che possono far divergere la tua web reputation dagli obiettivi che ti sei prefissato. Bisogna fare, dunque, un distinguo netto tra utilizzo istintivo e utilizzo razionale/professionale dei social network”.

Quali sono i principali concetti che dovrebbe conoscere un professionista o uno studio che di appresta a migliorare il suo personal branding?

“Anzitutto è necessario fare in modo che la propria immagine sia coerente e coordinata. Poi è fondamentale riempire i propri strumenti (sito web, blog, social) di contenuti altrettanto pertinenti. Qualsiasi architetto o professionista in genere, deve capire un concetto fondamentale: alla gente, ai nostri potenziali clienti, non frega nulla di noi… ciò che può interessare loro è: come possiamo essere loro utili, quali soluzioni possiamo offrire loro. Mi spiego meglio. Un architetto si sarà trovato a risolvere un problema di spazi, altezze, agibilità… lo racconti, racconti come è riuscito a risolvere un determinato problema. E’ questo che interessa al tuo potenziale cliente, che magari vorrà risolvere proprio quel problema”.

E un architetto, designer, o visual artist che ha deciso di lavorare come freelance? Puo’ il personal branding aiutare a trovare delle commesse?

“Certo! Ricordiamoci sempre che un freelance che dimostra di conoscere il campo in cui lavora e di poter raggiungere in autonomia un determinato risultato è sempre più competitivo sul mercato, rispetto a un’azienda che ha più costi da sostenere”.

Il personal branding ha un valore al di là di cio’ che si sta facendo “al momento” professionalmente? E’ un investimento più a lungo termine?

“Sicuramente. Il tuo personal branding è un valore al di là dello specifico momento, è una casa che va costruita mattone su mattone”.

Perché i professionisti anziani o di mezza età rimproverano i giovani di “perdere tempo col web” dicendo che “devono andare a lavorare”? Dipende dal loro non essere capaci di capire l’importanza dello strumento?

“Beh, sono i soliti attriti generazionali. E’ difficile uscire dalle proprie aree di comfort e mettersi in gioco per chi appartiene a un’altra epoca. Ma anche su questo ci sono delle eccezioni: conosco molti ‘anziani’ che si sono adeguati benissimo a questo nuovo modo di comunicare. Sarò più categorico: chi non si adegua è perduto”.

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Quanto è importante la comunicazione visuale?

“Fondamentale  direi. E’ ormai risaputo che un’immagine attrae molto più di un post testuale. Si pensi all’innovazione da poco introdotta da facebook che ci permette di creare sfondi e colorare il lettering dei nostri post. E, soprattutto, chi si occupa di design deve prestare un’attenzione particolare alle immagini che pubblica”.
Quanto è importante “fare networking”?

“Importantissimo sia off che on line. Interagire attraverso i commenti su blog e post è un’ottimo strumento per confrontarsi e conoscersi. Per quanto mi riguarda, sono nate molte collaborazioni proprio così, in particolar modo su linkedin”.

Quali sono i social più efficaci per chi si propone come professionista tecnico? e per chi si propone come 3d visualizer? (modellazione, rendering,…)

“Diciamo che linkedin è la base per qualsiasi professionista; poi in questo caso specifico non trascurerei tutti i social che si basano sull’immagine, Pinterest, Instagram ecc..” 

Quali i migliori strumenti? Articoli? Video? Immagini studiate?

“Tutto fa brodo. Ma soprattutto bisogna seguire le proprie attitudini, per fare in modo che i contenuti siano sempre più di qualità. Per quanto mi riguarda, il mio futuro sarà orientato sui video,che sono anche lo strumento che i social stanno sempre più ‘spingendo’. Si calcola che tra qualche anno il 75% dei contenuti Web sarà vide, ed è bene che tutti inizino a prendere dimestichezza con questo strumento”.

Quali, invece, gli errori da non fare?

“Uno su tutti è sottovalutare la foto, l’immagine dei propri profili, che invece è il nostro principale ‘segno di riconoscimento’. Tempo fa scrissi un articolo proprio su questo argomento che è possibile leggere qui, Per tutto il resto direi che non bisogna avere paura di sbagliare; prima si sbaglia prima si impara”.

Si dovrebbe cominciare a curare il proprio personal branding quando si è ancora studenti?

“Se si hanno delle passioni, degli interessi, perché no… Si pensi che in America il nome dei propri figli si sceglie in base al fatto se il dominio è libero o se il nome è già inflazionato sul web. Insomma chi ben comincia è a metà dell’opera”.

Quali sono le figure professionali a cui uno studio o un professionista dovrebbe appoggiarsi per accrescere il personal branding?

“Sono tanti i professionisti che fanno ricerca e possono fornire utili consigli sulla valorizzazione del proprio personal branding. Citerò quelli che ho conosciuto anche off line:
Silvia Vianello con la quale ho avuto il piacere di collaborare nella realizzazione di un evento sulle nuove tecnologie con il supporto di Accenture e Google. Docente di Marketing alla Bocconi, è molto seguita sui social e su linkedin; in particolare dispensa consigli e riflessioni sul giusto approccio da adottare in ambito lavorativo.
Mirko Saini, sono stato ospite in un suo evento formativo. Cura un blog tutto centrato su linkedin; consiglio a tutti di seguirlo.
Stefania Boleso, consulente in marketing e comunicazione digitale. Anche lei conosciuta in un evento che organizzai a MIlano. I suoi  corsi aiutano i partecipanti a costruire una strategia di marketing personale che valorizzi le loro competenze e li aiuti a promuoversi correttamente online.

E poi il mio caro amico Luca Conti, consulente, blogger, docente e giornalista, vanta una delle più produttive bibliografie sull’argomento”.

Se invece siete interessati a conoscere di più Pietro Galeoto, questo è il suo blog: galeoto.it 
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