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Intervista a Maurizio Meani, insegnante di fumetto

Oggi intervistiamo Maurizio Meani, insegnante di fumetto, conosciuto durante un corso presso Corsi Corsari.

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Ciao Maurizio, parlaci di te…hai fatto studi di tipo artistico? Quali?
Ho frequentato prima il liceo artistico di Brera e poi l’accademia di Brera con indirizzo scenografia.

Oltre al fumetto di quali altre arti ti occupi?
Calligrafia e tutto quello che si può fare con una matita.

Quali arti insegni e in che contesti?
Calligrafia, disegno, fumetto, acquerello sia a bambini che adulti.

Chi volesse fare i tuoi corsi, dove troverebbe informazioni?
Attualmente i miei corsi sono “gestiti” da EhiCheCorsi e CorsiCorsari.

Hai dei tuoi personaggi? Ce ne parli?
In passato ho lavorato con molte testate che ormai non esistono più. Attualmente sto preparando delle tavole per un mio progetto di blog.

Quali sono le tecniche fumettistiche da te predilette?
Sono un tradizionalista: matita, gomma, pennino, pennello e china.

Preferisci il comico o il “serio”?
Ritengo che fare il disegno comico sia molto più difficile del “serio”. Le proporzioni se rispettate sono più complesse da gestire.

Quali sono gli autori o i tuoi personaggi preferiti?
Ho sempre amato Pratt e tutta la sua produzione.

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Quali le principali differenze tra fumetto americano, italiano e giapponese?
Wow, domanda complessa, allora:
il fumetto italiano tende ad essere spesso molto personale. Un autore fa tutto scrive, disegna inchiostra, colora, ect.
Il fumetto americano nasce come pura evasione e si basa sulla collaborazione di un team in cui ognuno fa un pezzo.
Quello giapponese è un altro mondo in tutti i sensi sia a livello artistico che concettuale: ci sono manga su tutto.

Personaggi su carta e personaggi animati: cosa si perde nell’animazione?
Spesso si guadagna, personaggi un po’ piatti a livello tavole trovano un dinamismo impensabile quando si animano.

Molti pensano che imparare a “fumettare” coincida col saper disegnare, ma c’è altro: cosa?
Disegnare è una parte del fumetto senza una buona storia anche i disegni più belli sono senz’anima.

Quanto è importante una buona sceneggiatura?
A mio pare è basilare se si vuol realizzare un fumetto con la F maiuscola.

Quale la strumentazione ideale per il principiante?
Carta, matita, gomma, pennino o pennarello e china… e tanta ma tanta passione.

Internet fornisce del materiale per approfondire? Se si, dove?
Ormai ci sono tutorial per tutto, Pinterest ad esempio,
è una miniera per tutte le posizioni anatomiche.

Consiglieresti al fumettista in erba dei testi?
Sinceramente no, il fumetto va visto e praticato non teorizzato.

Quali i grandi contesti italiani per i giovani talenti?
Internet, oggi chiunque può pubblicare on-line e sperare di essere notato…

Qual è il segreto di una vignetta o di un fumetto che funziona?
Quando lo scopro ve lo dico…

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intervista a cura di: Irriverender Bonnì, architetto e formatore

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