La canapa in edilizia: un prodotto del passato per un futuro migliore

Il 16 Novembre a Milano ci sarà un evento sulla canapa in Edilizia.
Intervistiamo l’Arch. Edmondo Jonghi Lavarini, promotore dell’evento, e l’Arch. Paola Bettoni, esperta del materiale canapa.

CANAPAx800_v.15_1996

 

Come è nata l’idea di un convegno sugli usi architettonici ed edilizi della canapa?

Edmondo:
La canapa è nel DNA dell’imprenditoria italiana da centinaia d’anni. L’interna umanità usava la canapa per i più disparati usi.
Ci sono prove al carbonio in cui si dimostra l’uso dell’intreccio delle fibre fin dal 8.00 A:C. ossia più di 10.000 anni fa. La tecnologia della canapa italiana diventò fortissima con le Repubbliche Marinare. Tessuti, vele, corde, fin all’uso della carta e dei materiali per l’edilizia, per coibentare e isolare. In Italia si coltivava e macerava canapa ovunque.
Il Sud aveva una fiorente industria e Macerata ne porta ancora il nome.
Con l’avvento del petrolio, e i primi decenni del 1900, la canapa subì un grandissimo boicottaggio: fu paragonata alla droga. Uscirono film, documentari, furono scritti libri e campagne stampa. La propaganda negativa uccise usi e consumi. Le leggi nazionali fecero il resto. Tutta la canapa venne messa fuori legge, con conseguenze distruzione di tutto il comparto imprenditoria, industriale italiano. L’Italia fu data alle fiamme.
Dopo 100 anni, oggi è cambiato lo scenario. Io da architetto, voglio dare il mio contributo per la riscoperta di questo materiale.

 

Dove, come e quando è la conferenza?

Edmondo:
Giovedì 16 novembre 2017, a Milano, ci sarà un grande dibattito, in cui si approfondisce la scienza e l’uso di questo formidabile prodotto naturale.
Maggiori informazioni possono essere sempre richieste, compilando questa InfoPage.

 

Quali saranno i contenuti?

Edmondo:
Il dibattito si propone di illustrare ed approfondire la tecnica e la ricerca dell’utilizzo della canapa in edilizia. Partendo dalla valorizzazione dei sottoprodotti agricoli utili alla bioedilizia saranno illustrate le tecnologie e i materiali utili all’architettura contemporanea.
Sarano affrontate le linee guida, la chimica e l’ingegneria per il corretto utilizzo del calcecanapulo sia per la costruzione del nuovo e sia per interventi di recupero con applicazioni pratiche sia in ambito nazionale, europeo e internazionale.
Sarà data ulteriore attenzione agli studio dell’architettura degli interni con esempio di miglioramento della qualità dell’aria indoor.
Grazie ai contributi del Politecnico di Milano ed ENEA sarà illustrata la ricerca scientifica italiana riguardo durabilità, antisismica e sostenibilità ambientale.
A conclusione degli interventi scientifici sarà dato ampio spazio ad una tavola rotonda, al dibattito e alle domande fra tutti i presenti.
Il dibattito è stato come un vero e proprio corso tanto che ha avuto il supporto e il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Milano (7CFP) e dei Dottori Agronomi e Forestali (1 CFP)

 

Quali sono gli utilizzi agricoli e industriali di questo prodigioso materiale?

Paola:
La canapa (Cannabis sativa) ha molteplici usi che coprono gli ambiti più disparati.
Anzitutto è utilizzata per il consumo alimentare dei suoi semi e dall’olio da essi ottenuto, alimenti dall’altissimo valore nutrizionale.
La canapa è autodiserbante perché le piante di canapa crescono più velocemente delle infestanti e le soffocano. Di conseguenza, la canapa lascia il terreno totalmente diserbato.
Normalmente non ha bisogno di irrigazione e migliora la struttura del terreno grazie all’abbondante e profondo apparato radicale e al rilascio di foglie a fine ciclo aumentandone la fertilità. La pianta è adatta per la bonifica di terreni contaminati da materiali pesanti attraverso un processo denominato “phytoremediation” La canapa è considerata particolarmente adatta allo scopo, in quanto, attraverso il proprio apparato radicale, è in grado di espletare la propria efficace capacità chelante nei confronti di contaminanti come arsenico e rame, oltre che di solventi e pesticidi.

Usi tessili: la fibra di canapa è stata utilizzata fin dall’antichità per realizzare tessuti per accessori e capi d’abbigliamento. È sempre stata utilizzata per realizzare le cime, vele delle navi oltre che i sacchi per il trasporto di caffè e cacao poiché essendo un materiale privo di proteine e zuccheri risulta dal gusto amaro e pertanto non viene attaccato da insetti e roditori.
Agricoltura: Il fusto di canapa truciolato viene utilizzato per la pacciamatura. Essa si effettua ricoprendo il terreno di materiali – ad esempio frammenti di corteccia – utili al fine di mantenere l’umidità del suolo e ridurre così le necessità idriche delle piante, innalzare la temperatura del suolo, impedire la crescita delle erbacce e proteggere il terreno da precipitazioni ed erosione.
Edilizia: In campo edile la canapa viene utilizzata in pannelli come ottimo isolante termico e acustico. La canapa è resistente all’umidità, è altamente traspirante grazie alla sua struttura a celle aperte. Non ha problemi di stoccaggio in cantiere poiché in caso di inibizione accidentale conserva inalterate le proprie caratteristiche una volta asciutto ed è resistente alle muffe. Queste peculiarità lo rendono un materiale eccellente anche par la riqualificazione energetica di edifici esistenti con particolari problemi di umidità. È un materiale realmente eco sostenibile adatto per la bioedilizia, poiché privo di sostanze nocive e trattamenti antiparassitari, quindi sicuro, sano sia per la salute dell’installatore che per i fruitori degli edifici. Ottimo per l’ottenimento di certificazioni di sostenibilità ambientale tipo LEED, abbinato a calce ed argilla può concorrere alla realizzazione di edifici NZEB.
Numerosi altri usi vengono fatti della canapa, che viene utilizzata per la realizzazione di carta di ottima qualità, mobili, trasformata in materiali plastici degradabili, combustibili e numerose altre sperimentazioni.

 

Quali le tecnologie costruttive si sposano bene con la canapa?

Paola:
La canapa in edilizia può essere utilizzata sotto differenti forme sempre con estrema facilità di posa.
La canapa abbinata all’argilla cruda ha elevate caratteristiche di traspirabilità, regolazione dell’umidità indoor, isolamento termico ed elevate caratteristiche fonoassorbenti e fonoisolanti, tutto ciò tramite la realizzazione di tamponamenti in blocchi di argilla cruda e pannelli di canapa, oppure realizzando contro pareti, controsoffitti e pareti divisorie in pannelli di canapa e pannelli di argilla cruda.
La canapa può essere inserita come materassino fonoassorbente anticalpestio direttamente all’interno dei solai.
A densità superiore può essere utilizzata per la realizzazione di cappotti esterni rifiniti in intonaco di calce.
Diversi prodotti si possono realizzare dall’unione della canapa combinata con la calce come intonaci e blocchi rigidi e leggeri. Questi materiali hanno elevate caratteristiche di isolamento termico acustico e con forte traspirabilità e sono in grado di assorbire la CO2 ambientale.

 

La canapa negli interventi di recupero…puoi parlarcene?

Paola:
La canapa è perfetta per la riqualificazione energetica degli edifici. Altamente traspirante, utilizzata come cappotto termico esterno e rifinita con intonaco di calce permette la diffusione (traspirazione delle murature) dell’umidità all’interno degli ambienti evitando la formazione di muffe. Avendo la canapa una elevata inerzia termica rispetto ad altri isolanti, si scalda lentamente e altrettanto lentamente rilascia calore. Questo fa sì che negli sbalzi termici tra giorno e notte non si crei condensa sulle superfici del cappotto, evitando la formazione di in estetiche patine biologiche che sporcano la maggior parte degli intonaci posati su cappotti di materiali sintetici.
La canapa quindi si caratterizza per un elevato calore specifico, da cui i benefici in termini di benessere abitativo oltre che per l’isolamento invernale, anche come “isolamento” dal calore nei mesi caldi.
Può essere utilizzata anche nel rifacimento di tetti come isolante termico.
Inserito in una contro parete ricoperta di pannelli in argilla cruda, permette la sanificazione di pareti umide soggette ad esempio ad umidità di risalita, evitando la formazione di sali e muffe. Non assorbe acqua per capillarità.
Oltre a ciò essendo un materiale elastico si adatta ai micro assestamenti degli edifici.

 

Quali i casi studio nel nostro Paese?

Paola:
In Italia abbiamo un eccellente esempio famoso anche a livello Europeo. Si trova a Bisceglie (Bt) e si tratta di un condominio di 61 appartamenti con tamponamenti in calce e canapa con struttura in cemento armato. Si tratta del più grande edificio realizzato in calce e canapa d’Europa e ha vinto il primo premio del concorso internazionale Green Building Construction Award 2016 nella categoria “Energy and hot climates”.
Ci sono numerosi altri esempi minori di edifici realizzai in canapa calce e/o argilla cruda,
Ad esempio a San Donà di Piave (Ve) è stata realizzata una casa privata con tamponamenti in blocchi di argilla cruda e canapa con struttura in legno.

 

Canapa e benessere: quali i vantaggi per la qualità dell’aria?

Paola:
I materiali realizzati in canapa sono sani poiché sono esenti dalla presenza di sostanze chimiche nocive, sicuri sia per i posatori che per i fruitori degli edifici. Non si accumulano acari nelle sue fibre, è inattaccabile da insetti e roditori e abbinata a materiali quali calce e argilla inibisce la formazione di muffe e funghi, garantendo la salubrità ambientale.

 

Canapa: durabilità, ecosostenibilità, e proprietà antisismiche.

Paola:
La canapa è una risorsa infinita una pianta annuale che in soli tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di un bosco in un anno.
La coltivazione di canapa assorbe elevate quantità di CO2 . La produzione di un pannello isolante in canapa comporta un bassisimo consumo di energia primaria, di molto inferiore alla lana di vetro, lana di roccia e all’EPS.
La canapa è un materiale biologico e riciclabile. Il suo smaltimento non richiede particolari costi poiché non è un rifiuto speciale.
Ha un’ elevata durabilità, superiore alle fibre sintetiche che lo hanno sostituito e ad altri isolanti sintetici che dopo dieci anni iniziano a degradarsi e a perdere le loro capacità isolanti.
Il fatto che siano stati rinvenuti antichi manufatti in fibre di canapa come le bende delle mummie egizie, ne è una eccellente testimonianza.
Essendo un materiale leggero ed elastico ben si adatta a strutture antisismiche in legno, ferro o cemento armato. La prossimità con questi materiali non provoca effetti collaterali.

 

Quali le linee guida per l’utilizzo di questo materiale?

Paola:
In edilizia la facilità di posa dei materiali in canapa è adatta all’auto costruzione. La sua posa non richiede particolari precauzioni e presenza di D.P.I

Annunci

Architettura Smart, Green ed Ecosostenibile, a Milano il 7 novembre, 8 Cfp

Il 7 novembre 2017 si terrà, a Milano, Palazzo Pirelli, la conferenza “Percorsi di Architettura Virtuosa: come progettarla, realizzarla e finanziarla”, che ha come tema l’Architettura Smart, Green, Ecosostenibile. Si parlerà anche di Casa Proattiva e di Casa Senior.
L’appuntamento rilascia ai partecipanti 8 crediti formativi.
Abbiamo intervistato Fabio Vicamini, ideatore di Missione Architetto, che ci racconta la genesi e i contenuti di questa straordinaria conferenza.

immagine-convegno-ok copiab

Raccontaci qualcosa sulla tua professione e su come è nato il progetto “Missione Architetto”.

Con lo studio Design Valley, mi occupo da oltre 20 anni di comunicazione, marketing, design, interior, architettura.

Ritengo che la figura dell’architetto debba assumere un nuovo ruolo più significativo all’interno della realtà sociale, soprattutto in Italia, dove è considerata come una professione di secondaria importanza.

Missione Architetto nasce con questo preciso intento ossia unire professionalità, imprenditoria, artigianalità e competenze con l’obiettivo comune di sviluppare progetti e iniziative capaci di rimettere al centro la figura professionale dell’architetto come guida e coordinatore di team di competenza.  

Quali sono gli obiettivi di Missione Architetto?

I nostri obiettivi sono quelli di creare una rete Nazionale di associazioni culturali e operative che territorialmente si occupino di individuare iniziative e opportunità coerenti con il Manifesto di Missione Architetto per generare collaborazioni proficue a produrre soluzioni per un miglioramento ambientale, abitativo e per il benessere psicofisico delle persone. L’obiettivo è quello di portare questo messaggio alle persone comuni tramite la rete dei professionisti e le loro realizzazioni concrete coinvolgendo Istituzioni, Università, centri di ricerca, aziende, artigiani.

logo-2015-MissioneArchitetto

Cos’ è il Laboratorio della Sostenibilità?

E’ una realtà nata in Svizzera nel 1987 dal coordinamento di molteplici volontà operative: sono tante. Consiglio di andare a vedere il sito dove sono elencate.

Il Laboratorio vede il coinvolgimento di professionalità collegate al mondo della ricerca universitaria, con esperienza ventennale nello sviluppo di: tecnologie, progetti eolici e fotovoltaici, meccanica, elettronica, architettura, chimica, economia, finanza, sostenibilità, sociale e bioetica. Missione Architetto è stata individuata dal Laboratorio dalla figura del prof. Michele Piano come realtà complementare capace di coinvolgere il mondo della progettazione. E’ nata subito stima reciproca e volontà di costruire insieme un percorso capace di generare immediatamente risultati pratici e misurabili.

Quali sono le realtà partner connesse a questi progetti e quali gli obiettivi prefissati?

In questo momento Missione Architetto sta facendo un grande lavoro di coinvolgimento e confronto tra realtà operative (associazioni, reti di impresa, Università, imporenditoria) in modo da poter definire strumenti utili al network per rendere più facili e percorribili le strade per portare al compimento i progetti “site-specific”/territoriali che le varie associazioni SpazioMiA stanno definendo.

Stiamo attivando modelli che coinvolgono oltre al Laboratorio della sostenibilità anche realtà come Federcondominio, Condominio Solutions, Astalacasa, ClickM3, Citylifemagazine, e tante altre realtà imprenditoriali e istituzionali. E’ un lavoro complesso soprattutto perché senza possibilità di remunerazione a breve.

immagine-convegno-pirelli

Il 7 novembre ci sarà un importante incontro dedicato ai “Percorsi di architettura virtuosa”. Quali gli attori e quali gli obiettivi?

Abbiamo selezionato 4 “percorsi” di 4 associazioni appartenenti al Network: La “Casa Proattiva” dello SpazioMiA Monza e Brianza, “Casa Senior” dello SpazioMiA Milano 1, “Semiramide a Milano: il giardino pensile e il verde verticale” dello SpazioMiA Milano City e Architettura in Legno dello SpazioMiA 9B (Novara, Biella, Vercelli). Gli attori coinvolti sono tutti gli associati delle associazioni territoriali (non parlo solo degli architetti) e le aziende partner di Missione Architetto più tutte le realtà di cui abbiamo accennato prima. Gli obiettivi sono quelli di riuscire a realizzarli, ad uno ad uno.

Al mattino si parlerà di Casa Senior e Casa Proattiva: di cosa si tratta?

Due temi di importanza fondamentale per il futuro della nostra società: dare reddito alla famiglia con modi innovativi legati alla Sharing Economy grazie alla realizzazione di “Case Proattive” e dare dignità e valore alla vita degli anziani in luoghi migliori ossia “Case Senior” più adatte ossia ai cambiamenti sociali in atto.

Consiglio vivamente agli architetti di venire a seguire il convegno per capire che i crediti formativi non sono una scocciatura burocratica ma una grande opportunità di crescita e in più anche un’occasione per conoscere altri colleghi con cui creare networking professionale.

Casa Proattiva di Desio

Casa Proattiva di Desio

Al pomeriggio si affonterà il tema dell’architettura in legno e dell’architettura smart, green ed ecosostenibile, ce ne parli?

Sono due temi giganteschi e di una portata considerevole. Ritengo che su questi temi si giochi il futuro di molte città italiane. Abbiamo deciso insieme agli SpaziMiA Milano City, SpazioMiA 9B e SpazioMiA Romagna di percorre queste strade. Siamo certi sarà un percorso importante e con risultati di assoluto livello. Stiamo interloquendo con Regioni, Province, Europa. L’avvio delle iniziative è stato entusiasmante. Stiamo cercando di dare peso e concretezza pratica alle idee.

L’evento ha un costo? Rilascia crediti formativi? Come possiamo aderire?

Per la partecipazione chiediamo un contributo liberale a partire da 15€ per sostenere Missione Architetto. Solo la sala piena (sono 100 posti) ci permetterà di recuperare i 1.300€ investiti solo per presentare la pratica di ottenimento crediti formativi tramite il CNAPPC, non vi dico gli altri costi.

Il convegno rilascia 8CFP per architetti ma permette di entrare su una tematica che è quella del finanziamento delle opere di riqualificazione degli immobili che è di grande importanza. Mi aspetto che partecipino anche gli imprenditori. Daremo informazioni di primario livello con il coinvolgimento di Professori Universitari di grande spessore. Per aderire è sufficiente andare sul sito InfoPage e aderire al convegno “Percorsi di architettura Virtuosa” compilando il form ed eseguendo la donazione.

Casa Senior di Lurago

Casa Senior di Lurago

Vivere metropolitano: il futuro del mondo nasce nelle città (Alumni Polimi Convention 2017)

Il 21 ottobre si è tenuta, al Teatro del Verme, la convenction annuale degli Alumni del Politecnico.
Il tema trattato era: “Vivere metropolitano, il futuro del mondo nasce nelle città: persone, tecnologie, idee dal sistema Italia”.

Ha introdotto il prof. Enrico Zio, presidente degli Alumni parlando di come il Politecnico segue i suoi alumni tramite le proposte del Career Service e i corsi e la formazione post lauream. Poi lancia il tema della sfida delle città italiane.

Prosegue il Rettore Ferruccio Resta, parlando di smart working, digitalizzazione e smart city.

22769926_1542169925873698_5643630089676257080_o

E’ il turno di Giorgio Gori, alumno e sindaco di Bergamo, che confessa di non essersi mai abilitato, ma di aver imparato molto dagli anni a studiare Architettura al Politecnico, soprattutto nella capacità di analizzare il territorio. Affronta il tema della difficoltà nell’amministrare la città. Ricorda che, sebbene il nostro territorio abbia medie alte di crescita, in quelle medie è contenuta una grande disparità sociale, e che anche la crescita dell’età media deve essere gestita anche nelle sue conseguenze economiche.
Infine, ricorda che anche la sostenibilità va affrontata, dalle amministrazioni, con trasparenza.

22713636_1543012762456081_5624143295087415476_o

Segue l’intervento di Renato Mazzoncini, del gruppo Ferrovie dello Stato, che parla della crescita demografica dal punto di vista economico, sociale, ambientale.
Ricorda che se tutti noi applicassimo dei piccoli comportamenti virtuosi, ad esempio nell’uso dell’acqua domestica, centinaia di litri a testa all’anno verrebbero risparmiati.
Parla dell’esigenza di connettere LA città e connettere LE città, dell’interesse nazionale nella mobilità, del bikesharing come esperienza nuova e interessante, e del fatto che, con il recente rinnovamento dei treni, l’Italia si aggiudica un’età media dei treni inferiore ai cinque anni, quindi un primato migliore di quello della Germania.

22770509_1543129399111084_81455982385339224_o

Segue Elena Bottinelli, AD del San Raffaele. Parla dell’obiettivo del far “star bene” i cittadini, ricordando che la tecnologia va usata nel modo corretto, e suggerendo corsi nelle scuole.

22791614_1543126049111419_2649341042715523450_o

E’ il turno di Stefano Paleari, che ricorda i primi laureati italiani, quando l’Italia era il secondo paese industrializzato d’Europa.
Allora a rendere una città competitiva era la compresenza di quattro elementi:
– il porto (per la comunicazione)
– l’università (oggi diremmo un buon centro studi)
– la tolleranza (oggi parleremmo di inclusività)
– la presenza di un orologio meccanico (il tempo, quindi la produttività)
Ricorda che il numero di vincoli è spesso uguale al numero di libertà e che chi vive senza pensare al presente è come se vivesse nel passato.

22769759_1543114475779243_2097773815215248347_o

Prende la parola Piero Lissoni, architetto “militante” e designer. Ricorda che le periferie sono un’opportunità e sogna una “macrocittà” da Aosta a Palermo, servita da infrastrutture performanti. Invita a liberarsi di ridondanza e retorica e sottolinea il fatto che le uniche pubbliche amministrazioni con cui ha fatto fatica a comunicare sono quelle italiane, che considera labirinti con all’interno “troppi minotauri e troppi tesei“.
Parla del  caso del Corviale, che ha visto di presenza recentemente per caso, sottolineando che una certa architettura, più socialista che sociale, aveva fallito in quanto non aveva tenuto conto dei ritmi di vita di chi ci avrebbe vissuto.

22769628_1543128255777865_6676800780153741144_o

Vengono infine premiate due eccellenze:
Arianna Minoretti, progettista del “Ponte sui Fiordi” (anche detto “ponte di Archimede”), e Giampiero Tessitore, autore di una pelle artificiale ma “biologica”, materiale innovativo vincitore del premio H&M, uno dei più prestigiosi, per la Vegea.

All’ingresso gli Alumni sono stati omaggiati con la versione cartacea del nuovo numero di MAP (Magazine Alumni Politecnico)

Appunti sul BIM: Il nuovo modello di progettazione collaborativa

Il 12 ottobre 2017, al Palazzo delle Stelline di Corso Magenta a Milano, si è tenuto il workshop intitolato: BIM, Il nuovo modello di progettazione collaborativa.

pavan2

L’evento, moderato dal Dott. Domenico Latanza, ha avuto come suo primo relatore Alberto Pavan, esperto Bim e insegnante del Politecnico di Milano, delegato italiano ai tavoli ISO e CEN in ambito BIM, responsabile scientifico del progetto INNOVance.
Ricorda che il metodo Bim, per ora introdotto come facoltativo, potrebbe diventare ben presto obbligatorio in Italia, probabilmente dal 2019 per quanto riguarda gli appalti da oltre 100 milioni e dal 2021 per tutti gli appalti.
Ha parlato anche dell’IFC, linguaggio comune tra i software basati sul BIM, consigliando sempre, quando si lavora tra software diversi, di farsi spedire anche il pdf, in modo da monitorare possibili divergenze nelle informazioni relative alla modellazione.
Ha spiegato che, mentre nel 3d tradizionale sono necessarie tante viste per avere informazioni su come un oggetto è fatto “dentro”, ciò non è necessario nel metodo BIM, dove ogni elemento è un “lego” dotato delle sue informazioni.
Il BIM si usa anche per creare modelli di manutenzione, dove ad esempio rimane verde ciò che è nel suo ciclo di vita, diventa rosso ciò che sta per terminarlo.
Si possono usare funzioni, come la “crash detention”, che fanno si, ad esempio, che nulla venga creato a 10 cm di distanza da un tubo, o che i parapetti siano sempre più alti di un metro, o che siano rispettati i rapporti areo-illuminanti, inserendo i parametri del regolamento edilizio di riferimento.
Le informazioni possono anche essere georeferenziate.
Quando nel progetto viene sostituito un oggetto, in automatico anche il cash flow viene aggiornato.
E’ molto importante ricordare che nei software basati sul bim, l’appagamento visivo non è centrale. Alcuni software basati sul bim, addirittura, non hanno la modellazione 3D.
Infine, il relatore ha parlato delle nuove lauree a cavallo tra le competenze architettoniche e quelle informatiche, che creano figure importantissime negli studi moderni.

pavan1bim pavan
22459518_1916441661705831_4027715674519720699_o

A seguire, ha preso la parola Roberto Mancini, ingegnere, libero professionista e docente.
Ricorda che nei software BIM il fine non è estetico, ma la rappresentazione tridimensionale ha come obiettivi la comprensione e la comunicazione.
E’ necessaria una dotazione hardware non trascurabile, pc da 2000/3000 euro se non di più, nel caso di voglia fare una workstation di 20 persone.
Il Bim sfrutta anche i progressi fatti con le tecniche laser scanner, che permettono rilievi precisi al millimetro, con nuvole di punti colorate.

22496404_1916444551705542_7623700556419912185_o

 

Segue il relatore Sandro Paiano del MixLegno Group.
Il fornitore deve essere per l’architetto una risorsa capace di integrarsi con il progetto, rispondere alle reali esigenze del progettista e del committente evitando di proiettare le proprie convinzioni ed evidenziare gli eventuali punti critici in quanto esperto del proprio settore. Tutto questo è importante perché a differenza del pittore e dello scultore che realizzano personalmente le proprie opere l’architetto consegna ai fornitori la realizzazione della propria opera. Per questo la MixLegno crede che il segreto sia nella stretta collaborazione perché come recita un aforisma africano “se le formiche si mettono d’accordo spostano un elefante”


Interviene in seguito Luca Gennero della Dott. Gallina, parlando dei pannelli con preziose proprietà raramente presenti in un unico materiale: leggerezza, trasparenza, isolamento termico. Rinunciando alla leggerezza c’è il vetro, rinunciando alla trasparenza ci sono i pannelli isolanti. Vengono proiettati alcuni casi studio.

gallina

 

Prende la parola Luca Linossi, dell’azienda Gerflor, che introduce il relatore della Render Factory, il quale fa un approfondimento su come adesso la potenza di calcolo dei PC e la reperibilità degli oggetti 3D abbia cambiato il modo di lavorare. Vengono presentati i “Bim Objects” aziendali, mostrando come in fase di renderizzazione permettano grande realismo e di come già solo il cambio di colori e modelli generi atmosfere nuove.

gerflor

 

E’ il turno di Mario Lombardi della Favaro 1, che parla dei rivestimenti di parete e dei pavimenti prodotti dall’azienda,

favaro

 

seguito da Giancarlo Simonelli della Twin System, azienda che si occupa di serramenti, ed Edoardo Stella della Alpacom, azienda specializzata in serramenti e sistemi prefabbricati, che presenta dei particolari serramenti coibentati nei quattro lati.
Segue Davide Guida della Drenatech, azienda specializzata in pavimentazioni esterne, che ci parla della gamma IdroRain (pavimenti drenanti) e della serie Drenatech (pavimenti drenanti e decorativi).

idrodran

 

Dopo la pausa pranzo è il turno dell’intervista a Chiara C. Rizzarda, esperta BIM e vice Bim Manager nello studio di Antonio Citterio e Patricia Viel, ad opera del relatore della mattina Roberto Mancini.
Il Bim è comodo da usare fin dai piccoli progetti, poiché permette di aggiornare gli elementi, se occorre, una sola volta.
Le figure coinvolte nel processo BIM sono:
– il Bim manager
– il Bim coordinator, la figura chiave che segue operativamente il progetto
– i Progettisti, che lavorano “in Bim” fin dall’inizio
– il Bim specialist
Il vero costo del passare al metodo Bim è la formazione delle persone, e l’accettare la fase di “downtime in cui, durante la formazione, la produttività cala.
Si consiglia di inserire il metodo Bim tramite un progetto “pilota”, che sia semplice, nel core business dello studio, e che “permetta” eventuali ritardi.
I corsi bim da 40 ore non servono se nel frattempo non si pratica.
Vanno inoltre inserite delle figure Junior che affianchino i Senior con uno scambio equo di formazione informatica e sensibilità progettuale tra i primi e i secondi e viceversa.
Il titolare deve essere presente e assistere a questa transizione e metamorfosi tecnologica con consapevolezza dello strumento.
La relatrice conferma che è richiesto un hardware potente e una connessione a fibra per il “bim collaborativo”.
Bim è tre cose: collaborativo, parametrico e informativo.
22499027_1916442865039044_5676567742168217222_o

La spesa maggiore, come detto prima, non è l’hardware, il software o l’infrastruttura, ma la formazione del personale.
Il procedimento Bim inizia con l’architetto: ogni professionista (architetto, impiantista, strutturista) lavora sul suo modello e tutti e tre sono importanti.
Sapendo progettare è facile saper concepire un modello: imparare il metodo BIM è come imparare a disegnare a mano, e richiede del tempo.
Non è vero che il metodo Bim non permette una crescita del dettaglio, poichè esistono strumenti come le masse concettuali.
Non è neanche vero che il Bim impedisce la creatività e le possibilità, perché limita semplicemente a ciò che è realizzabile, quindi è inadatto a ciò che di fatto, seppur concepito da un software, sarebbe poi “inefficiente” nella realizzazione. Col bim, insomma, non si può “barare”.
I software basati sul Bim, dunque, non limitano l’espressività: un pannello a doppia curvatura è difficile (ma non impossibile) da disegnare perchè è difficile da costruire, controllare, pagare, documentare e sviluppare. Siamo dei tecnici, non degli artisti.
Costruttori e architetti sono quindi in affanno per il Bim. I costruttori devono assolutamente procurarsi una figura di Bim Specialist, e i progettisti devono imparare a chiedere economicamente di più ai committenti, offrendo una progettazione che, col Bim, consente un miglior controllo.

22499172_1916444468372217_6258185862541426848_o

Continua, dopo una breve pausa, Claudio Marsili di Serisolar, con un intervento sul risparmio energetico.

serisolar

 

Prosegue Fabrizio Vimercati, di OTIS, che trasforma l’ascensore in un luogo di arredo e design, proponendo tecnologie innovative, traendo energia dalla gravità.

otis
Prosegue Walter Bertona di Caleffi, che spiega gli oggetti Bim della sua azienda, precisando che cercano di inserire più tipologie della serie nella stessa famiglia parametrica, tenendo come limite il rischio di eccessivo appesantimento del file.
Il suo intervento è mirato a sottolineare la qualità del dato all’interno di oggetti BIM nei progetti MEP.
Parla dell’interessante esperienza di restituzione in file Bim della loro sede, il “Cubo rosso”.

742x381caleffi

 

E’ il turno dell’ultimo relatore scientifico, Natale Raineri, professionista genovese che ha ricoperto la carica di Presidente dell’Ordine dal 2013 al 2015.
Parla del ruolo dell’architetto e l’innovazione, passando dal grafos, al Bim, alla realtà aumentata.

topolino
Parla di come Gehry e Renzo Piano prediligessero altri strumenti per rappresentare i loro volumi al posto dei software 3D.
Sottolinea che il Bim può essere ridimensionato alla fase “cantierabile”.
Presenta il caso studio dell’edificio di via Bosio 14 a Genova, Villa Arbà, comunemente chiamata Buon Pastore, dal nome dell’istituto che ha sostituito.
In questo caso il metodo Bim è subentrato nella fase dell’esecutivo. Raineri mostra i metodi di rappresentazione, anche misti (cad + colorazione manuale delle stampe) usati nell’ideazione e nella rappresentazione.

raineri

22459452_1916441908372473_949753825281424355_o22459392_1916442755039055_498363944160466156_o

Piergiorgio Roveda e l’Open Source nel GIS

Intervista a Piergiorgio Roveda, pianificatore territoriale, esperto GIS, autore del progetto City Planner e appartenente al progetto GisTonic, impegnato, tramite i suoi tutorial, nella missione di diffondere la cultura Open Source nel mondo GIS.

20160609_151652

Ciao, parlaci di te: età, provenienza, professione, passioni

​Ciao sono Piergiorgio ho 37 anni e sono un Pianificatore territoriale, laureato nel 2007 al Politecnico di Milano. Ho sempre avuto la passione per l’informatica e per SimCity, il video game che tutti gli urban planner conoscono.
Forse è stato questo insieme di passioni che mi ha permesso di unire la classica urbanistica al mondo dei GIS. Associo sempre la mia figura professionale di Pianificatore territoriale a quella di GIS consultant, perché con entrambe ho sempre trovato spazio nel mondo lavorativo, dapprima come dipendente e da ormai 6 anni come libero professionista.​

Come hobby, ho sempre avuto il pallino della MTB, delle camminate e da quando il nostro telefonino si è evoluto, diciamo che riesco meglio nel tracciare i miei percorsi col GPS, piuttosto che fare le foto. In ogni caso questo hobby ho cercato di unirlo alla passione per i GIS ed insieme ad un gruppo di Milano, abbiamo creato il GIStonic, con cui stiamo sviluppando un GEOblog, un sito web basato su WordPress con un sofisticato GeoDatabase, il tutto OpenSource!

 

Cosa è il GIS?

​Nella descrizione precedente, ho dato per scontato che tutti conoscono i GIS, ma mi rendo conto che non è così. Quando si parla di GIS, acronimo di Geographic Information System, che in Italiano diventa Sistema Informativo territoriale, si parla di software che uniscono il disegno delle mappe a tabelle di dati, ovvero che ogni oggetto disegnato sulla mappa è associato a degli attributi alphanumerici, sempre disponibili ed indivisibili. Da questa base, questa relazione si può usare in svariati modi: per fare ricerche, per creare analisi e perfino per colorare le mappe. I GIS si possono inserire tra i software CAD, adatti al disegno tecnico e i software BIM, adatti alla grande scala; probabilmente i GIS sono molto simili, come logica ai BIM, ma ognuno ha la sua parte ben definiti nel mondo professionale.​
Google Maps è un GIS, ma non professionale!

 

nor

Quali figure professionali se ne occupano? Dal lavoro in campo ai software: raccontaci il processo di restituzione via GIS e l’utilizzo…

​Queste due domande le metto insieme perché possono essere diversi i profili che utilizzano i GIS, da cui derivano diverse professionalità:
con data entry​ si definiscono i soggetti che usano i GIS come database per inserire i dati e quando si inseriscono le informazioni nella tabella, possono anche inserire le informazioni sulla mappa, disegnando geometrie quali punti, linee e poligoni; questa mansione può diventare anche completamente dedicata al disegno della mappa, magari con un’inserimento minimo di informazioni, come codici o nomi delle vie;
i gis analyst si dedicano all’analisi dei dati, sia per una “pulizia” sia per fare ricerche sul territorio, leggendo ed incrociando i dati; infatti le funzioni di query, derivate dai database, sono anche di tipo relazionale e nel caso dei GIS anche spaziale;
i gis consultant, sono sempre passati dai primi due tipi e devono avere una tematica di base specifica: urbanisti, geologi, economisti, ingegneri; questo perchè è richiesto di avere una visione del progetto, con una certa finalità, come la tutela del territorio, pianificare una città, costruire infrastrutture; mentre i primi due profili hanno una preparazione generica da tecnico, con competenze informatiche, i gis consultant hanno delle mansioni che derivano dalla loro professione di base, che è differente per tipologia di incarico;
parallelamente ci sono i gis developers, che utilizzano le funzioni dei gis e mediante i linguaggi di programmazione, come basic, python, .net, java e linguaggi web creano delle applicazioni specifiche su misura per il cliente finale;
infine i GIS trasformano il dato in mappa, che si differenzia molto da una cartografia tecnica o da una foto aerea; queste mappe, vengono dette tematiche e possono essere utilizzate da utenti, non esperti di GIS, ma che hanno bisogno di queste rappresentazioni per proporre, discutere, decidere; questi utenti possono essere cittadini, che ad esempio usano Google Maps, per visualizzare informazioni sulla propria città, sia manager di azienda che analizzano aree di mercato o ad esempio territori di copertura agenti

 

Quali sono i software principali? E le alternative opensource?

​I software ​GIS più diffusi sono: ArcGIS di ESRI e MapInfo di PitneyBowes; QGis, però non è solo un’alternativa, perché non ha nulla di meno di questi due GIS più diffusi.
Per fare una comparazione tra questi 3 software, bisognerebbe scendere nel dettaglio di ogni specifico lavoro e comunque non si può dare più peso ad uno dei tre.
Le funzionalità di base sono simili, ma ciò che può essere un plus da attribuire a QGis si basa sul fatto che è Open Source e possono essere sviluppate applicazioni specifiche con linguaggi di programmazione che sono più diffusi; questo significa tante idee da usare e trasformare.

 

Ci racconti il tuo impegno nell’open source e nei tutorial? Sono disponibili in modo free?

Il mio impegno nell’open source, deriva dal fatto che con i GIS, quando si cerca qualcosa di più, si finisce a studiare per forza di cose, il mondo open source; in altri settori​ non è così, come ad esempio la grafica. Ho sempre potuto imparare da documentazione e forum trovati sul web e così ho iniziato a farlo anche io. La mia idea di condivisione, non è però a livello di sviluppo software, dove l’open source detta le regole, ma più che altro di metodo e questo mi ha permesso di ritagliarmi uno spazio tra il pubblico di internet, ben specifico “i GIS open source per la pianificazione territoriale”. All’inizio pubblicavo contenuti che risultavano difficili da seguire, forse anche perché ero un po’ inesperto e non sapevo fare l’insegnante. Col tempo però ho imparato a fare dei contenuti più semplici da spiegare, ma nello stesso tempo comunque di livello sopra il semplice utilizzo dei GIS. Ho cambiato anche la prospettiva, infatti invece di fare “corsi di QGis”, adesso faccio video del tipo “io QGis lo uso in questo modo”. I tutorial che eseguo sono del tutto free, chiedo soltanto una email di accesso, per visualizzare il materiale. Questa email è un po’ come l’iscrizione alla newsletter, che uso per fare comunicazioni sulle mie attività di condivisione.

 

 

10 nuovi volti per l’Ordine di Milano: arriva la lista Architettiamoci

Ecco i volti della lista Architettiamoci per Milano, che corre alle elezioni dell’Ordine degli Architetti Milanese

Per la sezione A…

 

Link della pagina di Architettiamoci

Link per entrare nel gruppo Whatsapp

Le interviste ad alcuni candidati…

Caterina Parrello
Francesca De Tisi
Laura Galli
Edmondo Jonghi Lavarini
Alessandro Sassi
Ettore Brusatori
Paola Bettoni
Angelo Errico

Per la sezione B…

Sara Brugiotti

unnamed

Manifesto

Architettiamoci_10-14tondi

CONCORSI OBBLIGATORI E STATI GENERALI
CON TUTTI GLI ISCRITTI PER LO SVILUPPO DI NUOVE
SINERGIE INTERSETTORIALI

I cambiamenti tecnologici in corso a livello internazionale avranno un impatto enorme sullo sviluppo della nostra società nei prossimi decenni. L’architetto può diventare parte del cambiamento con la sua capacità di mettere in relazione lo sviluppo del territorio con tutti gli strati sociali, sviluppando una realtà vicina all’uomo attraverso la maggior arte collettiva che si conosca: l’architettura. Il nuovo Consiglio dell’Ordine si deve impegnare ad organizzare gli Stati Generali 4.0 dell’Architettura coinvolgendo tutti gli iscritti.

• INCONTRI PERIODICI CON TUTTI GLI ISCRITTI
– stati generali dell’architettura ogni anno
– promozione di incontri annuali tra architetti
imprese e committenza
– sinergie tra le diverse figure di architetto

• CONCORSI E TARIFFE PROFESSIONALI
– obbligatorietà del concorso nella progettazione
per le opere di carattere collettivo
– stimolare le collaborazioni tra architetti
– sviluppo di attività intersettoriali

• STRUMENTI PER COMPETERE
– sostegno allo sviluppo di forme di aggregazione
tra professionisti per la competitività internazionale
– servizi 4.0 per gli iscritti
– il credito formativo come crescita professionale

• NUOVI RUOLI PER L’ARCHITETTO
– seguire il cambiamento dell’economia globale,
adeguarsi e individuare nuovi ruoli per la professione
– individuazione ed esplorazione di nuovi ambiti
e mercati

• GIOVANI
– affiancamento e formazione specifica per
l’inserimento graduale nella professione dei
neoiscritti

• QUALITA’ DELLA PROFESSIONE E TUTELA DEL RUOLO
– attività di tutela dei diritti degli architetti
per i ruoli tradizionali e i nuovi ruoli
– la protezione del progetto
– tutela nella frammentazione degli incarichi

• MEGAFONO ISTITUZIONALE
– l’Ordine come megafono dell’intelligenza collettiva
della nostra categoria
– azioni sinergiche con gli architetti con pubbliche
amministrazioni, associazioni di categoria, imprese
e cittadini sul territorio

 

 

Per sostenerci vieni a votarci: ecco il calendario dei giorni.

Terza e ULTIMA votazione: valida senza quorum

Venerdì 20 ottobre dalle ore 12.00 alle ore 20.00
Sabato 21 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 17.00
Lunedì 23 ottobre dalle ore 12.00 alle ore 20.00
Martedì 24 ottobre dalle ore 12.00 alle ore 20.00
Mercoledì 25 ottobre dalle ore 12.00 alle ore 20.00
Giovedì 26 ottobre dalle ore 12.00 alle ore 20.00
Venerdì 27 ottobre dalle ore 12.00 alle ore 20.00
Sabato 28 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 17.00

GRUPPO ARCHITETTIAMOCI

 

Erna Corbetta, con “Architettiamoci” per l’Ordine di Milano

Elezione Consiglio Ordine Architetti PPC di MILANO (2017-2021)

ERNA CORBETTA

contatto: arch@ernacorbetta.it

IMG_8386

Erna Corbetta

ARCHITETTIAMOCI

Ho scelto questo gruppo in quanto molto eterogeneo: questo permette un confronto aperto alle nuove idee e ricettivo alle diverse esigenze. Trovo che un dialogo così aperto e costruttivo possa generare nuove sinergie e dare la giusta spinta al cambiamento.

L’idea a cui si deve tendere è un Ordine aperto a tutti e soprattutto partecipato da tutti i Professionisti!
IMG_8338

COSA POSSIAMO FARE INSIEME?

I punti sono sicuramente molti. Voglio accennarne solo alcuni che ritengo comuni, in modo molto sintetico:

  • ridefinizione del ruolo dell’architetto;
  • affrontare seriamente la tematica dei minimi tariffari e delle sovrapposizioni di competenze;
  • il rispetto tra colleghi;
  • l’internazionalizzazione della figura dell’architetto;
  • il funzionamento degli uffici legati alla Professione.

IMG_8354

Stante che l’Ordine è un Ente pubblico che ha l’onore e l’onere di garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti: è proprio dall’agire dell’Ordine che può e deve avere inizio la tutela della professionalità della categoria.

Questo si può raggiungere solo facendo prevenzione: attivando un servizio alla categoria che possa aiutare il professionista nel rapporto con il Committente, non solo per quanto riguarda la compilazione delle parcelle. Nel ruolo che ricopre, l’Ordine deve poter essere un valido strumento, anche legale, sia a tutela dei cittadini sia dell’intera Categoria.

La dignità della professione si raggiunge anche con un miglior inquadramento della stessa: la figura professionale dell’Architetto merita riconoscimento ma per arrivare a questo è l’Architetto che deve diventare riconoscibile nel suo operato, senza entrare in competizione con le altre categorie professionali.

È giusto che ci sia una formazione di base: non deve però essere un mero strumento operativo, deve essere una opportunità per aprire nuovi orizzonti alla Professione.

Vi chiedo inoltre di poter valutare la distribuzione del voto più equamente tra rappresentanti uomini e donne.

Architettiamoci_10-14tondi

Le interviste ad alcuni candidati…

Caterina Parrello
Francesca De Tisi
Laura Galli
Edmondo Jonghi Lavarini
Alessandro Sassi
Ettore Brusatori
Paola Bettoni
Angelo Errico
Sara Brugiotti (Sez. B)

definiBianco

Come, quando e dove si vota?

Link della pagina di Architettiamoci
Link per entrare nel gruppo Whatsapp

segnalibro