Pubblicato in: Elezioni ordine architetti milano 2017

Sara Brugiotti, candidata per l’Ordine di Milano, Sezione B

Oggi intervistiamo Sara Brugiotti, architetto junior, candidata al Consiglio dell’Ordine degli Architetti per la sezione B. Ci parlerà della realtà degli architetti junior e dei loro problemi.

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Raccontaci di te. Età, provenienza, passioni, professione.

Ho 42 anni sono milanese e sono un architetto iunior. La mia formazione è sempre stata affiancata da esperienze lavorative soprattutto nel settore della moda, ma sono ormai approdata alla professione di architetto già da diversi anni. Dopo diverse fortunate collaborazioni con prestigiosi studi di architettura di Milano, ho recentemente deciso di intraprendere il difficile percorso della libera professione.

 

Cosa ti ha spinto a scegliere la via dell’Architettura? Di cosa ti occupi? In cosa si differenzia il tuo approccio?

Una grande passione per i luoghi e la loro identificazione attraverso il costruito mi hanno spinto sempre più verso la conoscenza del mondo architettonico, motivandomi fortemente ad intraprendere la formazione universitaria e sostenendomi durante gli anni faticosi di studente/lavoratore. Nella mia mente sono impresse ancora le parole di accoglienza al corso di storia dell’architettura moderna del prof. Biraghi: “L’architettura è l’unica forma d’arte con cui viviamo a stretto contatto”. Da cui nasce necessariamente una prima riflessione sulla responsabilità del progettista nel suo operato ad ogni scala di intervento e sulla funzione sociale, ma anche individuale ed umana, che il ruolo che l’architettura ricopre. Senza alcuna pretesa di creare opere d’ arte, mi occupo di migliorare gli spazi abitativi in cui viviamo quotidianamente attraverso ristrutturazioni private di appartamenti, allestimenti ed interventi su costruzioni civili.

 

Cosa dovrebbe fare l’Ordine per il professionista? Cosa fa? Cosa vorresti che facesse?

Un ordine professionale deve essere garante dei suoi iscritti, aiutandoli nello svolgimento della professione. Oltre che a ricoprire il ruolo istituzionale, può essere occasione di raccolta di informazioni e luogo di incontro per confrontarsi sulle problematiche che si riscontrano soprattutto in particolari periodi di cambiamento. Per quanto la sezione B dell’ albo vorrei che venisse ascoltata maggiormente, e che insieme ai senior si possano colmare e risolvere le problematiche intorno alla figura spesso sconosciuta dell’ architetto iunior. Ci vorrebbe una comunicazione mirata per la mia sezione, ma soprattutto una conoscenza maggiore della realtà dei suoi iscritti per individuare le difficoltà riscontrate negli anni. Essendo previsto un seggio dedicato alla sezione B nel Consiglio dell’ Ordine, mi auguro che non venga utilizzato solo a scopo politico per interessi che non considerano e non rappresentano questa categoria, che invece ha molto bisogno di una voce. Il lavoro più importante da fare insieme all’ Ordine è quello di cercare di immaginare il futuro di questa professione, per entrambe le categorie.

 

Finte partite iva, minimi tariffari, autorevolezza dell’Architetto, formazione obbligatoria, sovrapposizione di competenze….quali le problematiche di categoria finora non affrontate?

Appartenere alla sezione di B dell’ albo non mi ha risparmiata da nessuna problematica che anche i colleghi senior hanno vissuto o vivono. Gli architetti iunior sono una realtà piccola e dimenticata. La laurea triennale è nata dalla riforma universitaria del 1999 (Berlinguer/Zecchino), che avendo l’ obbiettivo di avvicinarsi alle medie europee dei laureati, ha introdotto il 3+2 per quasi tutti i cicli universitari, permettendo di avere un titolo di studio e uno sbocco professionale già a conclusione del terzo anno. Sebbene sia ben noto il fallimento di tale riforma (decretato già dal 2010 dall’ allora Ministro dell’ Istruzione, che nel 2014 dalla Corte dei Conti) che non ha portato ai risultati sperati né in termini di laureati, né in termini di formazione, sono 45 mila i laureati triennali che non continuano gli studi e approdano al mondo del lavoro, che non è affatto pronto ad accoglierli. Il Decreto Ministeriale che delinea la professione dell’ architetto iunior è molto carente nelle competenze di tale nuova figura professionale e di fatto si assiste a un declassamento di questa categoria di laureati che non soddisfa apparentemente nessuna esigenza lavorativa specifica. Siamo spesso visti come “supergeometri” e troviamo molte più difficoltà a trovare lavoro e siamo mediamente pagati meno dei nostri colleghi senior, sebbene di fatto copriamo le stesse mansioni, abbiamo gli stessi obblighi, anche formativi, e paghiamo le stesse tasse.

definiBianco

 

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Intervista alla candidata Francesca De Tisi
Intervista al candidato Edmondo Jonghi Lavarini
Intervista alla candidata Caterina Parrello
Intervista al candidato Alessandro Sassi
Intervista alla candidata Laura Galli
Intervista al candidato Ettore Brusatori
Intervista a Paola Bettoni
Intervista ad Angelo Errico

Come, quando e dove si vota?

intervista a cura di Irriverender Architetto Bonnì,
Ufficio Stampa e Social Media Manager per la lista “Architettiamoci per Milano”

 

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Autore:

Irriverender Architetto Bonnì è l'architetto "millennial" e "geek" ideatore del progetto "irriverender", progetto di condivisione delle conoscenze social, software e informatiche nel settore Architettura e non.

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