L’ambiente bagno: progettazione, design, tecnologie e tendenze

Il 4 maggio di quest’anno ho partecipato ad un interessante evento di formazione, tenutosi al Palazzo delle Stelline a Milano, riguardante la progettazione, il design, le tecnologie e le tendenze dell’ambiente bagno.

L’incontro è stato moderato dal Dott. Oscar G. Colli, giornalista ed esperto di disegno industriale, fondatore della rivista “Il bagno oggi e domani” e membro giudicante dellOsservatorio Permanente di Design di ADI.

Ecco la cronaca dell’evento…

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Il primo intervento è dell’Architetto Simone Micheli, dello studio Architectural Hero, con sede a Firenze, Milano e Dubai, esperto in comunicazione, arredo di interni e design e vincitore dell’Iconic Award 2014 di Francoforte, nella categoria Interior Winner, col progetto Uffici e showroom realizzato per Rubens Luciano in provincia di Venezia.
Da architetto e scenografo, Micheli parla dell’esperienza che diventa memoria, mostrando alcuni esempi di spa, ambienti welness e resort.
L’argomento è quindi il centro benessere come luogo esperienziale.

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Il secondo è  Massimo Dezza, tecnico e formatore, inerentemente al suo ruolo nella Roca. Il tema dell’intervento è “l’integrazione tra la funzionaltà e l’eleganza”. “Sono come san Tommaso, devo metterci il naso…solo maneggiando il prodotto si arriva veramente a conoscerlo, amarlo e odiarlo”. Con questa citazione, Dezza apre il suo intervento, che, dopo un chiarimento sulla composizione delle moderne ceramiche per bagni, racconta le ricerche tecnologiche della sua azienda per migliorare il comfort, come il rubinetto la cui rotazione investe principalmente il range di temperatura confortevole per il corpo umano (dai 34 ai 42 gradi) e migliorare la durata dei prodotti (la cartuccia termostatica non più in ottone ma in noryl).

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Successivamente è stato il turno di Federico Di Lella, della Ideal Standard, formatore e laureato in psicologia.  Dopo aver presentato il sito destinato ai professionisti, e aver rilasciato agli architetti i file cad e bim dei prodotti della propria azienda, Di Lella ha spiegato che il bagno impiega il 60% dei consumi dell’acqua domestica.
Dell’acqua sul pianeta, solo il 3% è dolce, e solo l’1% è potabile, ma di questo “uno” il 60% va all’agricoltura, il 30% all’industria e solo il 10% alle abitazioni.
E’ necessario passare all’ottica watenergy, pensando a tutta l’energia connessa all’erogazione dell’acqua, con accorgimenti come dei rubinetti ecologici che non azionino continuamente e inutilmente la caldaia. Inoltre presenta un sistema di emissione dell’acqua nei vasi Ideal Standard che, eliminando la fascia di porcellana dalla quale, nei wc tradizionali, viene erogata l’acqua, evita l’80% degli schizzi, il 90% dei vapori batterici e il 25% del rumore.

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Il seguente relatore è stato Olivo Foglieni di Ridea, dirigente partito dal basso, ora leader del gruppo FECS, azienda specializzata nel recupero e nella raffinazione dei materiali ferrosi e non ferrosi, che rappresenta una delle più importanti realtà manifatturiere della bergamasca. L’intervento ha avuto come tema “Dal rifiuto al design: i vantaggi di un termoarredo prodotto totalmente in alluminio riciclato”.
Foglieni ha spiegato come l’alluminio venga lavorato monitorandone la radioattività. Ha poi elencato i vantaggi dell’alluminio come materiale: riciclabile, diffuso, di facile lavorazione. Usando poi i “rottami”, il risparmio sulla lavorazione è del 95%.
Per darci dei numeri e dei riferimenti, ci ha spiegato poi che con 640 lattine si fa un cerchione auto, con 360 una bici da corsa, con 150 una city bike, con 37 una caffettiera, con 3 un paio di occhiali e con 200 ciò che e tema del suo intervento: un radiatore.
Il calorifero in alluminio presenta vari vantaggi: contiene più acqua, è più leggero e si riscalda e raffredda velocemente. Nei modelli presentati da Foglieno, inoltre, vi è il vantaggio dell‘ispezionabilità, per pulire o verniciare.

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Chiude la mattinata l’intervento di Luca Marin di MAMOLI s.r.l., che racconta di come la sua azienda abbia sempre collaborato con grandi firme del design, come Giò Ponti, o interpreti del design moderno come Alessandro Mendini, Max Adler, designer milanese per il “design democratico”, o con l’eccentrica Paola Navone.
Dopo una carrellata di immagini, ci spiega che la Mamoli ha il culto del ricambio e che i pezzi sono molto duraturi grazie alla cromatura di 20 micron.
L’azienda, molto dinamica, è presente anche su Pinterest.

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Dopo la pausa caffè, torna al microfono Massimo Dezza, stavolta a nome della Laufen. Ci spiega che questa azienda all’avanguardia ha inserito nell’impasto della porcellana, oltre che ai 4 materiali che la compongono (argilla, caolina, feldspato sodico e quarzo), un componente chiamato corindone, antiplastico e ad alta tenuta meccanica, che permette ai sanitari di sopportare 150 kg per quanto riguarda i lavabi, e 400 kg per quanto riguarda i vasi sospesi.
La Laufen ha anche lanciato dei modelli che prevedono una dry zone sul lavabo, utile come zona di appoggio per gli occhiali, l’orologio, anelli e altri accessori.
L’azienda, che collabora con Ludovica e Roberto Palomba, ha contribuito nel fornire la tecnologia alla Palomba Serafini, creando un sodalizio tra industria e design d’eccellenza.

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E’ il turno di Jacopo Antoniazzi di Thermomat, società leader nel settore della rubinetteria e dei miscelatori termostatici.
Il suo intervento riguarda, però, maggiormente il progetto Ever, nato nel 2011 e divenuto nel 2014 “Ever Life Design“, rivolto a creare mensole polifunzionali, che possano diventare punti luce, appigli o portaoggetti.
Nel progetto ever, ogni elemento diventa elemento di design, anche la spazzola da wc.
Vi sono delle sedute doccia a scomparsa, degli elementi a muro a cui si può attaccare uno specchio mobile, o dei portasciugamano con led orientabile (per regalare al momento della doccia un po’ di romanticismo o quiete).

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Prende la parola Andrea Staffa, trainer, progettista ,esperto di arredo bagno e formatore per la Duravit.
La sua azienda propone dei vasi “comodi”, di dimensioni 30×60, e vasi invece ridotti, lunghi 48 cm, per spazi angusti. Vi sono poi i vasi rimless, e la tecnonologia hygieneglaze, che crea un effetto “perla” quando una goccia percorre la porcellana, ed ha una ionizzazione fortemente antibatterica.
Inoltre l’azienda ha ideato delle docce a filo con pareti a scomparsa, la cui facciata a specchio diventa elemento d’arredo.

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Prende poi la parola Francesco Lucchese di Lucchese Design Studio, il secondo relatore scientifico, professionista premiato dall’ADI per il progetto di una sedia pieghevole, e la cui studio è specializzato nella progettazione di hotel, showroom, illuminazione, arredo, ambiente bagno. Oltre ad essere un architetto affermato, Lucchese insegna al Politecnico di Milano ed è consigliere dell’ ADI Italia.
Il suo intervento, dal nome “i sensi dell’acqua”, è dedicato all’ambiente bagno nella storia.
Si parte da Cnosso, dove il bagno era luogo di socialità, per passare alle terme romane e agli hammam, e alle vasche da bagno, che erano però un privilegio delle classi elevate.
Si passa poi al 1778, data dell’invenzione dello scarico, e agli ’30, in cui viene introdotto lo smalto.
Già negli anni ’60 i bagni presentano elementi di moda e che non trascurano l’ergonomia.
Negli anni ’70 viene invece introdotto il colore, e, tramite Linda-Castiglioni e Vola, si vedono i primi elementi di design con il miscelatore, forme che sono ancora attuali e presenti nelle nostre abitazioni ancora oggi. Sempre negli anni ’70 si diffonde la doccia.
Negli anni ’80 vengono introdotti degli elementi di contenimento accanto al lavabo.
Negli anni ’90 le tubature del bagno diventano a vista, le rubinetterie diventano elementi di design, e nella doccia vengono sperimentati nuovi materiali.
All’inizio del millennio l’area bagno diventa quasi un “luogo”. Vengono introdotti elementi decorativi come degli anelli intersecati tra loro, e vengono impiegati materiali maggiormente performanti. Vengono sperimentati dei sistemi che integrano wc, bidet e lavabo che condividono l’impiantistica e l’uso dell’acqua, e limitano l’uso di spazio (uno di questi, del 2002, è dello stesso Lucchese).
Negli ultimi anni è invece la doccia l’elemento di maggiore sperimentazione, tramite il ri-uso di materiali tradizionali, come il legno, e una maggiore attenzione verso l’utente diversamente abile.

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Si passa all’intervento di Luca Tiddia, manager e coordinatore della Carmenta S.r.l., il cui intervento è un’analisi tecnica del benessere.
L’intervento è rivolto al comfort nell’ambiente bagno: musicoterapia, aromaterapia, haloterapia, trattamenti.

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Dopo la pausa pranzo si riprende con Giuseppe Reale della Damast, esperto di web marketing e progettazione grafica oltre che marketer, che parla delle tecnonogie applicate ai sistemi funzionali per la doccia.
Ci ricorda che usando la doccia e non la vasca, il risparmio annuo è di 2000 litri.
La sua azienda introduce due interessanti tecnologie: water saving e air system, che dànno sia risparmio energetico che comfort.

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La parola passa a Gianluca Piccini, laureato in economia e commercio, e responsabile vendte Italia di Polyrey,  azienda che propone l’uso di legni laminati ad alta pressione, usati per ripiani orizzontali, porte, ma anche per pannelli verticali. La serie Monochrom propone vari impasti in bianco e nero con diverse textures e rilievi in superficie.
La particolarità di questi prodotti è la superficie antibatterica, trattata con l’argento, storico antibatterico naturale. Essendo il contatto il principale veicolo per i germi, queste superfici, ampliamente usate negli ambienti sanitari, dovrebbero essere usate anche nei posti pubblici: teatri, scuole, locali di ristorazione.

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E’ il turno di Claudio Marsili, laureato in economia politica, che rappresenta SeriSolar, che fa un intervento sulle schermature solari passive degli elementi trasparenti, traslucidi ed opachi nell’ottica dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio.

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L’ultimo intervento prima della pausa pomeridiana è di Fabio Brignone, direttore commerciale della storica rubinetteria fiorentina Signorini, la cui priorità è il contatto col cliente, e che vanta tra i suoi clienti una nota star di Hollywood. L’azienda usa il particolare acciaio 316L ed è richiestissima nel settore dei produttori di yacht.

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E’ l’ora dell’intervento di chiusura, del terzo relatore scientifico: l’Arch. Natale Raineri, architetto dal 1990 e, dal 2013 al 2015, presidente dell’Ordine degli Architetti di Genova. Svolge attività di formazione per il C.N.A.P.P.C., e ha lavorato, fino al 2014, presso Maggiali e Ranieri Architetti e Associati. Negli ultimi anni si è occupato maggiormente di opere pubbliche e di finanza di progetto presso vari enti in Liguria.
L’intervento di Raineri parte dal descrivere il cambiamento di strumenti che l’architetto ha vissuto dai tempi del tecnigrafo, e di come sia il goniometro dei tecnigrafi, sia gli attuali programmi, influenzino i progetti (ad esempio, Casa Antonio Carlos Siza, del 1976-78, di Alvaro Siza ha subito una forte influenza dagli strumenti dell’epoca).
In passato, racconta Raineri, vi era una mancanza di confronto tra accademia e professione e con l’estero, ma questo limite è in fase di superamento grazie ad un cambio di mentalità oltre che di strumenti.

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La conferenza ha avuto momenti di grande interesse, riguardanti non solo i relatori scientifici, ma anche quelli tecnici. L’unica pecca è stata l’assenza totale di relatrici donne, che causa una falsata rappresentazione del mondo dell’architettura e del design.

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